27.03.2026 – 7.30 – In linea con la posizione dell’Italia, l’Europarlamento ha approvato ieri regole più severe sui rimpatri dei migranti irregolarmente presenti sul territorio Ue. L’iter legislativo per l’aggiornamento della politica comunitaria in materia di rimpatri prevede che adesso il nuovo quadro giuridico voluto dall’Europarlamento sia oggetto di negoziati con il Consiglio Ue. I punti principali della posizione dell’Eurocamera – adottata con una maggioranza di 389 voti a favore, 206 contrari e 32 astensioni – sono i seguenti: obbligo di collaborazione con le autorità per il rimpatrio, pena la detenzione fino a due anni; possibilità di utilizzare hub di rimpatrio; norme più rigorose per le persone pericolose; supporto Ue ai rimpatri. I cittadini di Paesi terzi destinatari di una decisione di rimpatrio saranno infatti tenuti a cooperare con le autorità competenti per lasciare il territorio Ue. In caso di mancata cooperazione, i rimpatriandi potranno essere detenuti fino a 24 mesi. I rimpatri potranno essere effettuati verso un Paese terzo anche sulla base di un accordo con i 27 Stati membri e/o con la stessa Ue che include i cosiddetti hub di rimpatrio. Saranno applicate norme più rigorose per le persone che rappresentano un rischio per la sicurezza. Gli Stati membri Ue riceveranno sostegno finanziario e operativo da parte dell’Ue e delle sue agenzie. “Via libera del Parlamento europeo alle nuove regole sui rimpatri“, ha commentato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “L’Europa va finalmente nella direzione giusta, su una linea che l’Italia ha sostenuto con forza. Con i return hubs si amplia la possibilità di individuare una Nazione di rimpatrio per gli immigrati irregolari, includendo non solo i Paesi di origine ma anche i Paesi terzi. È un passaggio importante per rendere i rimpatri più efficaci, rafforzare il controllo dei confini e dare all’Europa una politica migratoria finalmente più credibile”.
[l.g.]


