Autonomie, Zanin: “Regioni speciali e province autonome parlino allo Stato con una voce sola”

14.01.2022 – 16.30 | Regioni e Province autonome vogliono parlare allo Stato con una voce sola, per avere più forza contrattuale sui temi strategici. E per arrivare a questo risultato stanno preparando proposte su tre temi strategici: il meccanismo di elezione dei parlamentari europei, la governance dei fondi del Pnrr, la definizione di criteri che riducano i contenziosi con il Governo centrale sulle materie di competenza primaria degli enti locali.
Di questo si è parlato oggi a Trento nel corso della riunione del Coordinamento dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome. La seduta è stata presieduta da remoto da Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale del Fvg, in qualità di delegato al coordinamento delle Regioni speciali, e ha visto l’approvazione della bozza dei tre ordini del giorno posti all’attenzione dei rappresentanti delle province autonome di Trento e Bolzano e dei Consigli regionali di Trentino-Alto Adige, Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta.
“Il sistema di elezione del Parlamento europeo – ha spiegato Zanin, approfondendo il primo degli ordini del giorno su cui poi ha fornito ulteriori dettagli Paolo Pietrangelo, direttore generale del Coordinamento – penalizza spesso Regioni e Province autonome, e per correggerlo portiamo all’attenzione due possibili soluzioni: un modello che prevede la coincidenza tra circoscrizioni elettorali e territori regionali, e un modello di stampo proporzionale”.
Un problema di rappresentanza, ha osservato Alberto Bertin, presidente del Consiglio della Valle d’Aosta, che riguarda anche molte Regioni ordinarie. Ma Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, ha chiesto e ottenuto di non coinvolgere preventivamente nell’elaborazione del documento le altre Regioni, per non rallentare un processo di modifica legislativa “che deve essere molto rapido per riuscire a ottenere risultati entro questa legislatura”, come ha raccomandato anche Michele Pais, presidente del Consiglio regionale della Sardegna.
Posizioni condivise anche da Josef Noggler, presidente del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige e dunque padrone di casa assieme a Walter Kaswalder, presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, da Roberto Paccher, vicepresidente del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, e da Rita Mattei, presidente del Consiglio provinciale di Bolzano.
“Oggi – ha fatto sintesi Zanin – non usciamo con una proposta definitiva di modifica, ma solo con una serie di indirizzi che poi possono aprire la strada anche alle altre Regioni”. Gli ordini del giorno dovranno essere approvati formalmente in una prossima riunione del Coordinamento – che dovrebbe tenersi a Trieste, come ha anticipato il presidente del Consiglio regionale Fvg – alla presenza degli esponenti di Giunta delle Regioni e Province autonome.
Via libera anche alla bozza di ordine del giorno che prevede di definire le norme di attuazione degli statuti di autonomia in modo da limitare i contenziosi con lo Stato centrale. “Il Governo – ha detto Zanin – non può intervenire in modo unilaterale negli argomenti in cui la competenza primaria spetta agli enti locali. Questi contenziosi rallentano l’innovazione della Specialità. E il nostro ordine del giorno auspica la definizione di criteri più precisi, non più lasciati alla discrezionalità dei ministeri”.
Di fronte all’osservazione di Pais (“Il tema è di grande rilevanza, ma non nascondiamoci le enormi difficoltà: il percorso non si potrà chiudere in breve tempo”), il presidente del Consiglio regionale del Fvg ha spiegato che “l’odg istituzionalizza un metodo di lavoro: il limite nella contrattazione con lo Stato è che spesso dialoghiamo da soli con Roma, bisogna riuscire invece a parlare con una voce univoca”.
Zanin si è soffermato anche sul terzo ordine del giorno, che rivendica un ruolo maggiore per le assemblee legislative in termini di indirizzo e monitoraggio dei progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza: “In questo momento – è la sua analisi – sembra prevalere una linea diretta tra Governo ed enti locali che lascia alle Regioni una funzione ancillare, residuale: troppi meccanismi viaggiano sulla nostra testa, e assieme alle Giunte dovremmo stabilire un’alleanza per far sentire la nostra voce a Roma. Potremmo svolgere – ha ricordato ancora Zanin – anche un ruolo di supporto per i tanti piccoli Comuni dei nostri territori che si trovano in difficoltà nel rapporto diretto con il Governo, ad esempio nella partecipazione ai bandi nazionali”. Anche questa linea di indirizzo è stata condivisa da tutti i partecipanti alla riunione del coordinamento.
C.S. Consiglio regionale FVG