Workshop TWAS-TYAN, gli scienziati dal Sud Globale studiano il cervello a Trieste

18.03.2026 – 07.00 – All’interno dell’ecosistema di enti scientifici di Trieste la TWAS svolge il ruolo d’intermediario nei confronti dei paesi in via di sviluppo: rientra in quest’azione il workshop in corso del TWAS Young Affiliates Network (TYAN) dedicato ai temi emergenti in neurobiologia. Scienziati rispettivamente dal Sud America (Brasile e Cile), dall’Africa (Ghana) e dalle repubbliche centro asiatiche (Kirghizistan) si sono riuniti dal 17 al 19 marzo presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) discutendo i più recenti progressi nelle scienze del cervello. Ospiti d’onore, a livello internazionale, il dott. Timo van Kerkoerle del Donders Centre for Neuroscience, Radboud University (Paesi Bassi), e il dott. Vincenzo Alessandro Gennarino del Department of Genetics and Development, Columbia University Irving Medical Center (USA).
Il workshop consentirà di confrontare gli ultimi sviluppi nel campo; con particolare riferimento al trattamento delle malattie neurologiche, alle tecniche per studiare sviluppo e neuro modulazione del sistema olfattivo e, potevano forse mancare?, l’uso degli open data e dell’intelligenza artificiale nelle neuroscienze.
L’evento a sua volta rientra nel programma dei TYAN International Thematic Workshops (TITO), pensato per rafforzare le competenze dei giovani scienziati TYAN e stimolare collaborazioni internazionali multidisciplinari. Fondato nel 2016, TYAN riunisce a propria volta i più promettenti giovani scienziati delle regioni del mondo in via di sviluppo. Ogni anno, la TWAS – in collaborazione con i suoi cinque Uffici Regionali – seleziona fino a 25 giovani scienziati sotto i 40 anni come TWAS Young Affiliates, che rimangono nel network per sei anni prima di diventare Alumni. Oggi la rete conta 153 Young Affiliates e 328 Alumni.

Ma come mai questo workshop è così importante per i paesi in via di sviluppo? “L’importanza n. 1 è che fa partecipare scienziati dal Sud Globale, che è una delle missioni della TWAS; usa la scienza (le neuroscienze) per creare rete di collegamenti e di opportunità di unione tra aspetti diversi del nostro mondo che attualmente è così fragile. Dunque la scienza come meccanismo di opportunità, collegamenti e iniziative” spiega Laura Ballerini, professoressa di Fisiologia.
Nel caso odierno, per quanto concerne la prof. ssa Priscilla Kolibea Mante, docente di Farmacologia presso il Dipartimento di Farmacologia della Kwame Nkrumah University of Science and Technology (KNUST), le piante medicinali offrono un inedito campo di ricerca nel trattamento delle epilessie resistenti ai farmaci: “Per la mia ricerca, un aspetto molto importante è sfruttare le conoscenze tradizionali, le tradizioni locali in fatto di piante medicinali. Da qui capiamo quali potrebbero essere piante potenzialmente interessanti, e partiamo da lì. Raccogliamo le piante, le puliamo, le portiamo in laboratorio ed estraiamo i principi attivi. Poi facciamo dei test che sono utilizzati per lo studio dell’epilessia, spesso in modelli di colture cellulari, e così determiniamo, dopo questo primo screening, se vale la pena approfondire”.

Viene invece dal Brasile Rogerio Panizzutti, professore di neuroscienze cognitive all’Institute of Biomedical Sciences dell’Università Federale di Rio de Janeiro: “Sono venuto a Trieste per questo workshop perchè penso sia cruciale per uno scienziato mettersi in contatto con l’ultimo stadio della tecnologia e della ricerca sul campo”.
Da Santiago, in Cile, proviene invece la professoressa dell’Università cilena Andréa Cristina Paula Lima, specializzata in Alzheimer: “Un valore importante di questo workshop è la possibilità di fare network con altri colleghi da diverse parti del mondo”.
Possiede invece caratteristiche possibili solo nella geografia del Kirghizistan la ricerca di Nargiva Sataeva, docente presso l’Accademia Nazionale delle Scienze kirghiza: “Una larga parte del mio lavoro consiste in analisi comparate di parametri dell’attività biologica del cervello, differenziando tra le persone in bassa montagna e alta“.
Attiva nel campo delle ricerche neurodegenerative, specie il Parkinson, la professoressa di Rio De Janeiro Yraima Cordero ha osservato come “la vita per le scienziate stia lentamente migliorando, specie in termini di equità e trasparenza”.
Infine il prof. Marcelo Farina, dell’Università di Santa Catarina, in Brasile, ha studiato come il ferro modelli i neuroni, in particolare con le neuropatologie: “Sono molto colpito dall’organizzazione dall’infrastruttura della SISSA” ha sottolineato.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore