Trieste e Friuli Venezia Giulia, seconda Regione per export. Ma è merito dei cantieri navali

12.03.2026 – 07.00 – Il meccanismo, sotto il profilo dei nomi (e numeri) pronunciati, è ormai noto; e l’errore ormai ciclico. Numeri molto positivi o molto negativi per l‘export del Friuli Venezia Giulia, ma in pura funzione delle commesse (a volte recentissime, a volte vecchie di anni) della cantieristica navale. La stessa situazione si è ripresenta ora coi numeri del 2025 comunicati dall’Ires FVG sulla base di una rielaborazione di statistiche Istat. Guardando i puri numeri l’export di Trieste e della Regione ha superato nell’anno appena concluso 20 miliardi di euro, con un aumento del 17,8%. Il FVG si collocherebbe pertanto al secondo posto in tutta Italia per l’aumento dell’export, secondi solo alla Toscana con +21,3%. Nel Nord Est l’aumento è stato invece al di sotto delle aspettative, con un +2%; specie considerando invece a livello nazionale un aumento medio del 3,3%. E qui sorge l’intoppo, perché il risultato dell’export è conseguenza (quasi) unicamente della cantieristica navale. Insomma è Fincantieri a generare queste entrate, sono le sue commesse a garantire questi numeri; ma si tratta di esportazioni di grandi navi e nautica spesso disconnesse dall’andamento dell’economia nel suo insieme. Già nel 2024 l’export di questo genere aveva raggiunto il miliardo di euro, arrivando a 3,7 miliardi nel 2025, con un aumento del 244%.

L’espansione della cantieristica navale determina poi un riflesso sull’intera provincia di Trieste, dove l’export registra un incremento del 91,5%, mentre Udine e Gorizia mantengono valori sostanzialmente stabili rispetto al 2024 e Pordenone segna una crescita del 6,4%.
L’analisi dei mercati di destinazione evidenzia una forte espansione dei flussi verso Germania con un +52,5%, verso Stati Uniti con un +45,1% e verso Indonesia con un +2.635%, tutte e tre le crescite risultano collegate alla cantieristica navale e quindi al paese di riferimento degli armatori, mentre tra i principali partner commerciali la Polonia costituisce l’unica flessione significativa con un calo del 9,6% dovuto soprattutto al settore metallurgico. Infine per quanto riguarda il mercato statunitense alcuni comparti regionali registrano una diminuzione delle esportazioni, nello specifico macchinari e apparecchiature segnano un -6,7%, mobili un -14,5% e bevande un -4,8% (categoria che include anche il vino), mentre i prodotti alimentari mostrano una variazione positiva del +3,9% rispetto al 2024 nonostante i dazi applicati.

L’analisi dell’Ires evidenzia inoltre una revisione statistica rilevante da parte dell’Istat sul dato del 2024, dato che il valore dell’export regionale per quell’anno scende da 19 a 17,2 miliardi di euro in seguito alla riallocazione di una quota delle esportazioni della cantieristica navale alla corretta regione di produzione, mentre secondo la stessa fonte anche i 365 milioni di euro di esportazioni di navi e imbarcazioni verso l’Indonesia registrati nel 2025 potrebbero essere stati attribuiti erroneamente alla provincia di Trieste e potrebbero quindi costituire oggetto di una futura revisione statistica, fermo restando che anche senza questo valore l’andamento dell’export del comparto navale mantiene un segno fortemente positivo.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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