16.12.2025 – 8.30 – Crescono notevolmente i reati ambientali in Friuli Venezia Giulia, con un aumento del 58,2% rispetto al 2023. Nell’arco del 2024, forze dell’ordine e Capitanerie di porto hanno registrato ben 856 reati ambientali sul territorio regionale: il FVG si ritrova così a scalare la classifica nazionale, spostandosi dal 18° al 15° posto. 686 persone denunciate, 1 arresto e 125 sequestri: queste le cifre analizzate ieri durante il convegno “Ecomafia- Le connessioni nascoste tra illegalità e ambiente”, organizzato da Legambiente FVG in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine. L’evento ha fornito il contesto ideale per la presentazione ufficiale del “Rapporto Ecomafia 2025”, curato da Enrico Fontana, Responsabile dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente.
Con il termine “reato ambientale” si fa riferimento a tutte le violazioni delle leggi che tutelano ambiente e salute pubblica, compresi i comportamenti che danneggiano o mettono in pericolo l’ecosistema: tra questi si annoverano ad esempio l’inquinamento, il disastro ambientale, il traffico illecito di rifiuti e il commercio illegale di specie protette. La maggioranza dei reati ambientali commessi in FVG riguarda il ciclo dei rifiuti (gestione illegale, discariche abusive, traffici illeciti), per un totale di 246 illeciti penali, quasi raddoppiati rispetto al 2023 (+89,3%), 195 persone denunciate e 34 sequestri. Aumentano di pari passo i reati legati al ciclo del cemento (edilizia, urbanistica, attività estrattive, appalti per opere pubbliche), con 241 illeciti penali (+24,2%), 237 persone denunciate e 1 sequestro. A rimanere stabili sono invece i reati contro gli animali (dal bracconaggio alla pesca illegale), per un totale di 163 illeciti penali, 143 persone denunciate, 1 arresto e 64 sequestri. La provincia che registra il maggior numero di reati ambientali è quella di Udine (355 illeciti, 201 persone denunciate, 1 arresto e 64 sequestri), seguita da Gorizia. Udine si conferma la prima provincia per illeciti penali sia nell’ambito del ciclo dei rifiuti (136 illeciti penali), sia in quello del cemento. Gorizia, invece, rappresenta la prima provincia del FVG per reati contro gli animali (62), seguita da Trieste, specialmente per quanto riguarda il fenomeno della pesca illegale. Occorre tuttavia specificare che i dati su base provinciale non considerano quelli relativi alle attività svolte dal Comando Tutela ambientale e Sicurezza energetica, Tutela del lavoro e Patrimonio culturale, che sono disponibili solo su base regionale.
Nell’ambito del convegno tenutosi ieri a Udine, il presidente di Legambiente FVG Sandro Cargnelutti ha lanciato una proposta significativa: avviare un progetto di monitoraggio civico sull’illegalità ambientale in regione, in collaborazione con l’Università di Udine, le Forze dell’Ordine, l’Autorità Giudiziaria, le Istituzioni Locali e Regionali e le Associazioni presenti sul territorio. “È importante leggere il fenomeno nella sua complessità, per cogliere le dinamiche che sottendono ai fenomeni di illegalità ambientale in regione e promuovere azioni concrete e coerenti con la gravità del quadro che emerge dal rapporto ecomafia 2025”, ha concluso il presidente Cargnelutti. In altre parole, l’obiettivo principale è mostrare alla cittadinanza che la legalità è una scelta attiva e necessaria: per contrastare la criticità di un fenomeno in crescita come quello dell’illegalità ambientale, è fondamentale costruire un percorso che sappia coinvolgere scuole, istituzioni e comunità, in un’ottica di cooperazione efficace orientata alla tutela del territorio.
[b.m.]


