Nucleare, malumori e novità tra Slovenia e Croazia. Il nodo Krško

22.09.2025 – 07.01 – Litigi nucleari. È ormai noto come la Slovenia progetti da tempo il raddoppio della centrale nucleare di Krško, costruita in epoca iugoslava al confine con la Croazia. La centrale è il principale asset di Lubiana, considerando le ridotte dimensioni della Repubblica e le intenzioni di avere un secondo reattore per il quale sono in corso trattative con gli esperti americani. Tuttavia la centrale è (anche) condivisa dalla Croazia, alla quale la Slovenia ha inviato la proposta ufficiale per Krško 2.
Offerta che non piace ai croati: viene infatti loro riconosciuto solo un quarto delle quote totali, senza possibilità di utilizzare direttamente l’energia prodotta e senza voce in capitolo ai piani alti della centrale. D’altronde il ruolo maggioritario, anche a livello di rischi e di costruzione, svolto dalla Slovenia nei confronti del raddoppio della centrale è ben noto.

I mini reattori della Croazia

Tolto il 25% croato, la proprietà sarà del 51% del governo sloveno e del 25% della compagnia slovena GEN. Insomma, la Croazia rimarrebbe con un quarto dei profitti e nessun accesso diretto all’energia elettrica prodotta dal nuovo reattore.
Occorre ricordare come la Croazia, a propria volta, progetti da qualche tempo mini reattori nucleari, del genere modulare di ultima generazione. Secondo l’esperto di energia Ivica Jakić tre sarebbero sufficienti per il fabbisogno nazionale, con un circuito autosufficiente che non abbisogna di fiumi o mare per raffreddare l’impianto.
Il nodo della questione, se davvero verranno realizzati, sarà la collocazione. Tra località turistiche e comunità locali ostili, la strada appare in salita.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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