Sospesa la sezione slovena della scuola dell’infanzia al Dijaški Dom. Pronta l’interrogazione di Pd e Adesso Trieste ma De Blasio chiarisce, “poche richieste”

25.06.2025 – 12.14 – Doccia fredda a ridosso della fine dell’anno scolastico per i genitori dei bambini iscritti alla scuola dell’infanzia comunale presso il Dijaški dom che hanno ricevuto un improvviso avviso del Comune sulla chiusura (l’assessore all’educazione Maurizio De Blasio parla di “sospensione”) della sezione slovena, “redatto solo in italiano e senza alcuna spiegazione”. La denuncia è dei consiglieri comunali Valentina Repini e  Štefan Čok (Pd) e della consigliera comunale Giorgia Kakovic (Adesso Trieste): “Un atto unilaterale che ha suscitato indignazione e che rappresenta un nuovo segnale di disinteresse istituzionale verso la comunità slovena e tutte le famiglie non slovene che si avvalgono dei servizi educativi in lingua slovena”. Secondo gli esponenti dell’opposizione questo provvedimento “indebolisce ulteriormente la rete educativa slovena già fortemente penalizzata a Trieste” e dunque annunciano la presentazione di un’interrogazione per chiedere il ritiro immediato della decisione. Poi aggiungono: “Negli anni, l’amministrazione comunale ha più volte disatteso il rispetto della lingua slovena nei servizi per l’infanzia: dalla mancata apertura della sezione nido slovena a San Giovanni, alla presenza di personale supplente non sloveno nelle scuole dell’infanzia, fino alla totale assenza di requisiti linguistici nei contratti per il servizio mensa. Neppure il coordinatore dei nidi sloveni conosce la lingua”. Secondo Repini, Kakovic e Čok “questa situazione dimostra l’assenza di figure competenti che tutelino l’identità e il futuro dei servizi educativi in lingua slovena, che sono garantiti da norme internazionali e nazionali. Trattarli come strutture ordinarie significa negare il senso stesso della tutela delle minoranze”.  Perciò, concludono “chiediamo al Comune un cambio di rotta e il rispetto di una politica equa e responsabile verso la comunità slovena”.

L’assessore De Blasio chiarisce: “Si tratta di una sospensione e non di una chiusura, come avvenuto negli ultimi tre anni in altre scuole dell’infanzia (in totale sono state chiuse dieci sezioni) a causa del calo demografico, dal calo di domande”. “Si tratta dell’accorpamento di due sezioni della scuola Nuvola Olga che ora è distaccata nella sede del Dijaski Dom – prosegue – ma si tratta di un provvedimento tecnico amministrativo di gestione interna della scuola e niente di più”. De Blasio rassicura le famiglie: “I bambini e le famiglie che hanno fatto domanda per quella scuola rimarranno in quella scuola, nessuno verrà indirizzato verso altre scuole ma il numero di domande era tale che non consentiva il mantenimento di due sezioni. È chiaro che se il prossimo anno l’andamento dovesse essere differente, proprio perché si tratta di una sospensione, la sezione potrà essere riaperta. Il calo demografico interessa tutte le scuole dell’infanzia, non solo quelle comunali ma anche statali e le private paritarie” ha concluso. E sempre i consiglieri comunali Repini e  Čok condannano “con assoluta fermezza la comparsa di un simbolo nazista – la svastica – davanti alle scuole slovene in via Caravaggio“, nel rione di San Giovanni. Si tratta di “un gesto ignobile e gravissimo, che riapre ferite profonde della nostra storia e ci riporta a tempi oscuri, proprio mentre le studentesse e gli studenti del liceo Carducci-Dante vengono premiati a Roma per la loro ricerca sull’attentato del 1974 contro quella stessa scuola slovena: un lavoro di alto valore civile che rinnova l’impegno per la memoria e i valori della democrazia”. Da qui la richiesta urgente alle autorità comunali di rimuovere immediatamente “il simbolo dell’odio condannando ogni forma di simbologia e ideologia fascista e nazista. Ci attendiamo altresì l’apertura di un indagine per identificare i responsabili”.

la svastica nazista comparsa sul cancello delle scuole slovene in via Caravaggio a San Giovanni

[e.b.]

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