14.12.2025 – 07.01 – La persona riceve una chiamata, risponde una cortese voce di donna che, segnalando di aver ricevuto il curriculum del soggetto, chiede la sua autorizzazione ad inserirlo in un apposito gruppo Whatsapp. Non è però né l’inizio di un colloquio, né di un promettente impiego quanto l’ennesima truffa volta a sottrarre dati personali. Un disoccupato risponde ad un’offerta di lavoro in linea con le sue competenze su Indeed, viene ricontattato e, dopo alcune chiacchiere al telefono, riceve un appuntamento in una sede di una vicina città. Il cittadino stampa il CV, si mette la cravatta e prende il treno: giunto però in loco la sede corrisponde ad un ufficio vuoto e, controllando in Rete, l’azienda era solo una scatola vuota. Era una truffa, l’ennesima; una tecnica con la quale sottrarre dati personali da rivendere per scopo di marketing. E ancora: un cittadino invia il CV per un lavoro di impiegato amministrativo presso un’azienda locale e, a seguito di un colloquio telefonico prima e un colloquio in sede dopo, gli si presenta il contratto. Eppure l’impiego, scopre al momento della firma, non è amministrativo, ma di vendita porta a porta. Quale problema sarà mai, replica l’azienda, l’importante è lavorare… Sono solo alcuni dei tanti esempi del vasto e variegato mondo delle truffe che caratterizza il mercato del lavoro: un problema grave, specie perché si accanisce su giovani che non riescono ad avere una prima esperienza e su lavoratori anziani che di esperienza, per le imprese, ne hanno fin troppa. Il fenomeno, in corso da tempo senza che nessuna legge abbia tentato di controllarlo, imperversa in particolare sul fronte della privacy: i propri contatti vengono spesso sottratti, venduti, gettati dentro infinite liste di spam.
Eppure quella stessa intelligenza artificiale centrale in tante truffe, specie nella capacità di riprodurre determinate voci, potrebbe essere la soluzione, la cura al morbo degli avvisi di lavoro farlocchi. Un esempio, di recente portato alla luce dal noto giornale Wired, è ‘Fuffannuncio‘, promosso da TechCompenso, un progetto nato per aiutare chi si destreggia tra gli annunci di lavoro online, con una particolare predilezione per il lavoro tech. Fuffannuncio è un tool gratuito che esamina l’offerta di lavoro, offrendo un’analisi automatica di problemi e contro della proposta. È sufficiente incollare il link o il testo dell’annuncio trovato onde avere un primo giudizio. In particolare Fuffannuncio è capace di individuare tutti quei punti poco chiari o sibillini che, specie per chi è poco avvezzo dell’ambiente, non sono così ovvi. Innanzitutto se è presente o meno la paga; e poi gli orari, le prospettive di crescita, i benefit, le modalità di lavoro, la presenza – quanto mai numerosa – di aggettivi od espressioni vaghe e così via… Al termine Fuffannuncio propone un punteggio da 1 a 10, un riassunto delle criticità esplorate e una batteriadi domande da porre ai datori di lavoro durante il colloquio. Lo strumento di per sé non è certo risolutivo: molti, a fronte della scarsità di lavoro in specifici ambiti, devono comunque provare anche a mandare ad offerte di lavoro poco convincenti, sperando che la situazione risulti migliore di quanto appaia. La situazione, sul fronte della chiarezza dell’offerta stessa, dovrebbe migliorare a breve grazie alla Direttiva Europea sulla trasparenza retributiva che obbliga ad inserire, entro il 2026, il salario/ stipendio del lavoro offerto, senza limitarsi a generiche affermazioni.
[z s.]


