CRONACA Molto gettonate le puntatine in Austria e Slovenia. E la Provincia recentemente ha affrontato l’argomento della violenza sulle/sui “sex workers”

8.1.2013 | 00.40 – La prostituzione, come tutti sanno, è considerato uno dei “lavori” più antichi nella storia del mondo. Non c’è quindi da meravigliarsi se ancora oggi l’argomento è attuale. A Trieste le poche prostitute che decidono di lavorare in strada, passeggiano tra le vie del Borgo Teresiano. Nelle serate di maggior vita notturna, quando c’è più via vai di uomini alla ricerca di trasgressione, si sistemano all’angolo tra via Filzi e via Machiavelli. La maggior parte delle prostitute a Trieste lavora in casa, inserendo gli annunci su internet e programmando i loro appuntamenti.
Molti sono stati i provvedimenti legislativi per limitare il dilagare della prostituzione. Tra queste la famosa legge Merlin che portò alla chiusura delle case di tolleranza e all’introduzione di una serie di reati intesi a contrastare in particolare lo sfruttamento della prostituzione.
Questa legge – purtroppo – non è servita a molto. La motivazione è dovuta alla vicinanza di paesi come Slovenia e Austria, dove queste ragazze possono svolgere legalmente il loro mestiere. In questi stati vige il modello regolamentarista, un sistema teso alla legalizzazione e alla regolamentazione della prostituzione che può avvenire con modalità differenti, come la statalizzazione di bordelli e quartieri a luci rosse. La legittimazione include l’imposizione di tasse e restrizioni nell’esercizio della prostituzione, anche con l’individuazione di luoghi preposti all’esercizio dell’attività e la prescrizione di controlli sanitari obbligatori, per prostitute e prostituti con lo scopo di prevenire e contenere le malattie veneree.
Tuttavia nell’ultimo periodo, la Polizia ha riscontrato in diversi luoghi a Trieste la presenza di alcuni fantomatici centri massaggi, nei quali venivano però forniti servizi a luci rosse. In seguito a questa scoperta sono state condotte delle indagini che hanno portato alla chiusura di alcuni di questi centri, tenendo sotto stretto controllo quelli rimasti.
Proprio a proposito di questo argomento, la Provincia di Trieste ha lanciato l’iniziativa “abitare la vita senza violenza 2012”, per affrontare l’argomento della violenza sulle/sui “sex workers”; esercitare questa attività include dei pericoli, per questo è vantaggioso avere l’opportunità di partecipare a simili eventi e approfondire la tematica.
Giorgia Altinier


