Turismo, un anno da dimenticare: ma c’è già chi prenota per l’estate in FVG

25.02.2021 – 15.00 – Il 2020 per il turismo regionale è stato un anno indiscutibilmente da dimenticare: la perdita è stata pari alla cifra astronomica di 600 milioni di cui 145 solo nell’ambito della ristorazione e 115 milioni nel campo alberghiero.
A livello nazionale la situazione non è di certo migliore: il comparto si è infatti contratto del 37% lasciando sul campo ben 27 miliardi.
L’impatto del Covid sul settore ricettivo e dell’intrattenimento ha prodotto un calo del 65% del fatturato legato alla ricezione turistica, del 55% della ristorazione e del 40% dei consumi al dettaglio. Ad incidere negativamente (e inevitabilmente) sul territorio regionale, è sicuramente stato il crollo del numero di visitatori provenienti dalla Croazia (-62%), dall’Austria (-61%) e dalla Germania (-57%). Su quest’ultimo punto sembrerebbero esserci tuttavia delle buone notizie: stando agli albergatori di Lignano Holiday e della Lignano Sabbiadoro gestioni spa, starebbero infatti già arrivando le prenotazioni per l’estate – sia nelle strutture ricettive che per l’affitto degli ombrelloni in spiaggia – da parte dei turisti austriaci e tedeschi, fiduciosi di un miglioramento della situazione prima della stagione estiva. E benché i numeri non siano ancora ai livelli pre-covid sembrerebbero comunque essere incoraggianti.

Tuttavia, come sottolineato dall’assessore regionale alle Attività Produttive e Turismo Sergio Emidio Bini al ministro del Turismo Massimo Garavaglia in occasione dell’incontro con le Regioni avvenuto ieri, servono dei sostegni alle imprese del settore, specie per rendere più sostenibili i costi fissi come le bollette. Un incontro proficuo, secondo l’assessore, che ha lodato Garavaglia quale “ministro di poche parole, ma tremendamente concreto. Fa piacere, tra l’altro, che abbia descritto come una buona pratica da esportare a livello nazionale la decisione di inserire all’interno di SviluppoImpresa uno specifico fondo di rotazione dedicato al turismo”, ha evidenziato Bini, manifestando inoltre il suo apprezzamento per il metodo del nuovo Governo in quanto “punta a coinvolgere le Regioni e soprattutto, evidenziando una differenza notevole rispetto al Governo precedente, un confronto preventivo sulle decisioni da prendere”.
L’incontro ha visto centrali la presentazione da parte delle Regioni delle proposte per il settore turistico, ovvero un grande piano di rilancio che preveda sia investimenti a fondo perduto per ammodernare tanto le strutture ricettive quanto la loro presenza digitale, nonché per la promozione del turismo lento e più in generale la promozione unitaria dell’Italia all’estero. Un punto particolarmente importante quest’ultimo, in quanto da lungo tempo le Regioni si promuovono separatamente, fattore poco efficiente, sia da un punto di vista della gestione dei fondi, sia della gestione integrata del potenziale turistico del paese.

Su quali siano le aspettative dei viaggiatori per la prossima stagione turistica, il noto sito di prenotazioni Booking.com ha realizzato uno studio su quali siano i desideri dei potenziali turisti. Le parole chiave sembrano essere: la trasparenza dei contratti, la tranquillità dei luoghi e la personalizzazione dei servizi turistici. Il 74% dei viaggiatori desiderano maggiore trasparenza per quanto concerne cancellazioni, procedure di rimborso e assicurazioni di viaggio; in particolare il 36% degli interrogati ritiene necessaria la possibilità di cancellare gratuitamente la prenotazione, mentre il 36% richiede che sia possibile poter cambiare le date senza incorrere in spese aggiuntive.
Per quanto riguarda la tranquillità dei luoghi invece, c’è stato un aumento del 33% delle ricerche per mete rilassanti, e il 79% dei viaggiatori desidera che le strutture ricettive applichino misure di sicurezza sanitaria chiare ed efficaci che li facciano sentire al sicuro.
Infine, per quanto concerne la personalizzazione, il 40% dei viaggiatori ha dichiarato che cercherà strutture alternative ad alberghi e case vacanza per l’estate, mentre il 33% non vuole soggiornare in appartamenti e il 33% eviterebbe gli alberghi. Inoltre, in linea con l’anno scorso continua ad esserci un accresciuto interesse per il turismo di vicinanza sia in montagna che al mare.

In conclusione, il turismo esce da un annus horribilis con decisamente poche luci e molte ombre, ed è difficile azzardare quale potrà essere lo scenario futuro, a causa delle troppe incognite: dalla velocità ed efficacia della campagna vaccinale al decorso dell’epidemia, alla disponibilità di reddito per le famiglie e singoli. In generale l’auspicio è quello di un sostegno delle autorità pubbliche e dall’altro un desiderio di adattamento ed innovazione da parte degli operatori del settore che vada incontro alle mutate esigenze dei clienti.

a.z