21.02.2025 – 10:06 – In Europa, le carenze di medicinali continuano ad essere un grave problema per i sistemi sanitari. Un recente sondaggio condotto dal PGEU (Pharmaceutical Group of the European Union) ha messo in luce la mancanza di oltre mille farmaci in 28 Paesi europei, tra cui l’Italia, nel periodo compreso tra novembre 2024 e gennaio 2025. Le cause principali di questa crisi sembrano essere molteplici. Come riporta Sky Tg24, secondo i dati raccolti, il 68% dei casi è dovuto alla sospensione o interruzione della produzione di alcuni farmaci, in particolare antibiotici e medicine cardiovascolari. Le politiche nazionali, in particolare quelle legate alla determinazione dei prezzi e alle gare d’appalto per l’approvvigionamento, contribuiscono a rendere il sistema ancora più fragile, con il 54% delle carenze attribuite a questi fattori. Un altro 50% dei casi è legato a un’improvvisa e spesso imprevista impennata nella domanda di determinati farmaci.
In risposta a questo scenario, diversi Paesi europei hanno cercato di adottare misure per alleviare la situazione. Nel 2024, circa un terzo degli Stati membri ha introdotto leggi che permettono ai farmacisti di avere maggiore flessibilità, consentendo loro di adattare dosaggi, preparare farmaci galenici su misura e, quando possibile, effettuare sostituzioni terapeutiche. Queste misure hanno portato a dei miglioramenti, con il 21% dei Paesi che ha visto una riduzione delle carenze a meno di 200 farmaci o tra 200 e 400 medicinali mancanti.
Tuttavia, i miglioramenti sono stati solo parziali. Verso la fine del 2024, il numero di Paesi che ha segnalato un numero record di carenze, superiori a mille farmaci, è aumentato rispetto all’anno precedente. Nonostante il leggero calo complessivo nelle carenze segnalate, la situazione rimane preoccupante, con la difficoltà di trovare soluzioni tempestive a causa della scarsità di alternative.
Le difficoltà quotidiane per i farmacisti sono cresciute: sebbene ci siano meno farmaci mancanti, le soluzioni per rimediare richiedono tempi più lunghi, aggravando ulteriormente la pressione sui professionisti del settore e sugli stessi pazienti, che si trovano a dover affrontare una crescente incertezza nella cura delle loro malattie. La crisi continua a crescere, mentre l’Europa si sforza di trovare risposte adeguate a un problema che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario del continente.
[c.v.]


