04.02.2025 – 11:55 – Progressi nelle tempistiche di alcune prestazioni, ma ancora difficoltà su diversi fronti. È il quadro emerso in Consiglio regionale sulle liste d’attesa, tema al centro della discussione del Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione (Clcv), che ha esaminato i numeri relativi al 2023. Un confronto articolato, senza votazioni finali, che ha visto l’alternarsi di diverse valutazioni sulla situazione attuale e sulle prospettive future. Carlo Bolzonello (Fedriga Presidente), relatore dell’analisi fornita dall’Arcs, ha evidenziato un “significativo miglioramento” nei tempi di risposta per i ricoveri, in particolare oncologici, e nelle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Ma non mancano le ombre: restano problematiche le attese in cardiologia, diagnostica per immagini e oculistica. L’assessore alla Salute Fvg Riccardo Riccardi ha snocciolato qualche numero aggiornato al 2024: rispetto all’anno precedente, la percentuale di visite cardiologiche erogate nei tempi previsti è salita dal 55,6% al 63,3%, quelle oculistiche dal 63% al 78,4%. “L’attesa media per gli interventi oncologici si è ridotta del 30%”, ha sottolineato Riccardi.
Di diverso avviso l’opposizione, che invita a guardare oltre i numeri. Simona Liguori (Patto-Civica) ha puntato il dito sul fatto che le prestazioni garantite nei tempi stabiliti restano comunque al di sotto del 90% richiesto dalla normativa. “Se chi soffre di patologie croniche non viene preso in carico per tempo, finisce per intasare i pronto soccorso e rimanere ai margini del sistema”, ha avvertito, sottolineando la necessità di rafforzare il legame tra sanità territoriale e ospedaliera.
Anche Nicola Conficoni (Pd) ha parlato di una “situazione preoccupante”: “Miglioramenti sì, ma siamo ancora lontani dal soddisfare le esigenze dei cittadini”. Stessa linea per Furio Honsell (Open Sinistra FVG), che ha chiesto più trasparenza da parte delle aziende sanitarie sulle strategie per ridurre le liste d’attesa.
Un punto critico sollevato nel dibattito è quello del diritto di garanzia, ovvero la possibilità per i cittadini di ottenere un rimborso se la prestazione non viene erogata nei tempi previsti. Bullian ha denunciato l’esistenza di tre regolamenti diversi tra le aziende sanitarie regionali, con differenze marcate nell’entità dei rimborsi. “Questo strumento è ampiamente sotto-utilizzato. Servirebbe una campagna informativa della Regione”, ha affermato.
L’assessore Riccardi ha replicato fornendo alcuni dati: tra luglio e ottobre 2024 sono arrivate oltre 8mila richieste di rimborso, la maggior parte delle quali evase direttamente dal sistema tecnico.
Ma l’allarme maggiore, secondo l’assessore, riguarda il futuro del rapporto tra pubblico e privato: “Rischiamo che il privato accreditato, trovandosi in un mercato più ampio e redditizio, scelga di sganciarsi dal sistema sanitario pubblico”. Un’ipotesi che potrebbe aggravare ulteriormente il problema delle liste d’attesa per chi non può permettersi cure a pagamento.
Tra le proposte emerse nel dibattito, spiccano quelle legate al potenziamento del personale e alla digitalizzazione. Moreno Lirutti (Fedriga Presidente) ha chiesto di identificare le buone pratiche che hanno funzionato in alcune aziende sanitarie per replicarle altrove. Ha inoltre sollecitato un intervento prioritario su informatizzazione e digitalizzazione, richiesta accolta con cautela da Riccardi: “Un processo complesso, vincolato anche dalle regole sulla privacy”.
[c.v.]


