Tarvisio, non solo sci. La storia e le passeggiate dell’antica Foresta

31.12.2024 – 09.32 – Tarvisio, nei mesi invernali, è un po’ un sinonimo per un’unica attività, ovvero lo sci. Tuttavia, curiosando nel Tarvisiano, non mancano gli eventi e i luoghi da visitare; a partire da quel sottovalutato tesoro che è la Foresta. Ciaspole alla mano o, se la neve è abbastanza compatta, robusti scarponi ai piedi, la Foresta di Tarvisio offre davvero tanti percorsi escursionistici, lontani dalle folle e dalle grida degli sciatori.
La Foresta risale al periodo alto medievale quando la regina Cunegonda, sposa dell’imperatore Enrico II, cedette al vescovo di Bamberga il territorio odierno della Foresta, onde evitare venisse disperso tra i tanti eredi. La data della donazione, il 1007, viene allora considerata la simbolica nascita della Foresta del Tarvisiano di cui la ricca famiglia Bamberga redasse uno statuto volto a una sua tutela ante litteram.
La prima ordinanza ufficiale relativa alla Foresta risale però appena al 1506, in lingua slovena; definita di Federaun, passò nel 1759 sotto l’impero austriaco per volontà di Maria Teresa e, appena nel 1919 col trattato di pace di San Germano, divenne ‘italiana’, sebbene conservando le antiche tutele austriache, tutt’oggi ben vive.
La Foresta del Tarvisiano costituì un formidabile motore per l’economia locale: il legno pregiato, riservato ai signori di Bamberga, alimentò un’importante industria di mobili di lusso e il legno ‘normale’ consentì la nascita di piccoli abitati, dominati dalle fucine dei fabbri.
Merita ricordare, all’interno della Foresta nel periodo basso medievale e moderno, la Val Aupa i cui abeti, abeti bianchi e larici furono utilizzati dalla Repubblica di Venezia per la propria flotta, spesso senza quel rispetto verso l’ambiente naturale invece presente negli Statuti di Bamberga e nell’amministrazione austriaca. In particolare il luogo prediletto per l’abbattimento di alberi e la produzione di legname era il bosco San Marco, presso la Sella di Ceresjatis. Gli alberi venivano poi trasportati o tramite i torrenti montani o tramite risine, cioè grandi canaloni foderati a propria volta di legno. Inserito poi sui carri, il legname veniva trasportato fino al Porto di Dogna, trasferito su grandi zattere e infine giungeva nella pianura friulana.
In particolare, tra le tante curiosità sul legno tarvisiano, impossibile dimenticare come alcuni abeti rossi producano il cosiddetto ‘legno di risonanza‘ utilizzato in liuteria per la produzione di violini, viole e violoncelli.

Ma che cosa fare nella Foresta? Se si è nei mesi invernali occorre innanzitutto porre attenzione ad avere la necessaria attrezzatura: scarponi da montagna e bastoncini da trekking di solito bastano per una normale passeggiata. Obbligatorio inoltre porre attenzione al meteo, specie considerando il rischio delle valanghe. Sotto il profilo escursionistico vi sono molteplici percorsi: di solito si consiglia il Saisera Wild Track, un percorso invernale di 11 chilometri piuttosto ‘morbido’ che si snoda all’interno della Foresta. Il turista lascia l’auto nel parcheggio del Saisera Hutte e inizia il tracciato, ponendo attenzione ai punti dove ci si interseca con le piste da sci. Si consiglia, tra i tanti punti panoramici, la parete nord del Montasio dello Jof Fuart, con alcune panoramiche notevoli. In un ambito maggiormente storico il parco tematico ‘Abschnitt Saisera’, nel cuore dell’omonima Valle vicino al Comune di Malborghetto Valbruna, offre le sopravvivenze della linea ‘Vordere Saisera’, un sistema di trincee costruite dagli austriaci nella prima guerra mondiale onde proteggersi da una possibile invasione italiana dalla Val Dogna. Tra i reperti storici visibili una postazione per un riflettore, un posto di guardia, una postazione d’ascolto, una per il lancio di granate, una baracca per soldati, numerose caverne ri adattate, una cucina da campo e una postazione per artiglieria di massiccio calibro.
Una possibile alternativa, specie per chi ama la storia, alle passeggiate naturalistiche.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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