POLITICA Dopo la spending review diminuiscono le risorse per la cultura, ma Tondo annuncia 14 milioni di euro dalla difesa dell’autonomia.
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L’assessore alla cultura Elio De Anna, confermando che la posta per la cultura complessivamente ammonta a 12,5 milioni di euro, ha spiegato che quest’anno per gli organismi primari (come ad esempio i teatri stabili), che entrano in finanziaria con una proiezione di contribuzione triennale che assicura la possibilità di programmare l’attività, lo stanziamento è garantito nella misura del 50%,.cioè dimezzato!
Subito le reazioni di tutta l’opposizione, sindacati e organismi culturali interessati, decisi a non rimanere con le mani in mano nel vedere il funerale della cultura regionale.
Paolo Rumiz nell’incontro del Movimento 1% parla di Trieste,sua città natale, come la cenerentola della cultura del Nord Est e di come la maggioranza ha sminuito la cultura con dichiarazioni del tipo “la pappa non c’è più, il gatto vada a mangiare da un’altra parte”.
<< È ora di fermare la grande rapina in atto, continua Rumiz, quella per cui ogni anno siamo più poveri, è ora che la Cultura prenda l’iniziativa e inizi a proporre al posto di chiedere>>.
Ma il presidente della regione Tondo in una nota afferma:”Una battaglia vinta in Corte costituzionale in difesa della nostra autonomia ci permette di avere 70 milioni di euro in più nel bilancio 2013”. Il presidente della Regione Renzo Tondo, con a fianco l’assessore alle Finanze Sandra Savino, ha precisato che le nuove risorse sono ”frutto di una precisa azione politica in nome dell’autonomia speciale” che ha ottenuto una sentenza favorevole dalla Corte costituzionale e non ”un tesoretto” finora nascosto dei quali 14 milioni di euro vanno destinati alla cultura.
Non si fa attendere la replica della Serracchiani: “ Quello che non sembra affatto soddisfacente è l’uso quanto meno subdolo che è stato fatto dei 70 milioni in più nel bilancio 2013, peraltro noto da tempo. Infatti, dopo aver mandato avanti i suoi assessori ad annunciare la falcidie di tagli lineari, tra le proteste di sindacati, categorie e associazioni e con manifestazioni che già si preparavano, Tondo ora vuole presentarsi come l’uomo del tesoretto, il salvatore del bilancio”.
Denis Conte


