Casa Francol, opposizioni in Quarta circoscrizione all’attacco. “Non sia l’ennesimo albergo ma spazio di pubblica utilità”

20.11.2024 – 14.10 – No compatto delle opposizioni in Quarta circoscrizione (Città Nuova – Barriera Nuova – San Vito – Città Vecchia) all’ipotesi (al vaglio dell’amministrazione comunale) di vendere Casa Francol ai privati per essere trasformata in una struttura ricettiva di tipo turistico. All’unanimità, infatti, dopo una serie di modifiche e una discussione costruttiva, il parlamentino circoscrizionale ha votato la mozione sottoscritta da Adesso Trieste (primo firmatario), Lista Russo Punto Franco e Pd. «Un buon risultato che testimonia unità di intenti – commenta il presidente della circoscrizione Marco Rossetti Cosulich – speriamo che il Comune recepisca questa nostra richiesta di non vendere casa Francol ma di mantenere la struttura come luogo di interesse per attività di carattere sociale e culturale, e di pubblica utilità soprattutto». Dunque aggiunge: «Crediamo che questo sia importante per contrastare un crescente fenomeno che sta vedendo il centro nei suoi palazzi storici svuotati della possibilità di essere frequentati dal pubblico perché spesso vengono venduti a iniziative private che, spesso e volentieri, rientrano nell’ambito ricettivo e alberghiero». Il presidente circoscrizione conclude precisando: «Non diciamo no al turismo, sia chiaro, ma pensiamo che vada governato non cedendo tutti i pezzi pregiati della città al business ma crediamo che gli stessi vadano mantenuti affinchè tutti i cittadini possano usufruirne perchè questi spazi rappresentano la nostra storia e sono beni culturali molto importanti».

Casa Francol è di proprietà del Comune dal 1981 e si trova in un luogo dove attualmente persistono scavi archeologici, l’edifico è sprovvisto all’interno di qualsiasi tipo di arredo e di impianto. La palazzina è inserita nel programma di alienazioni del Municipio che ne prevede la vendita nel 2026 con destinazione, appunto, turistica. Tommaso Vaccarezza di Adesso Trieste ai microfoni di Telequattro ha dichiarato: «Chiediamo che casa Francol non diventi l’ennesimo hotel ma un luogo di aggregazione e incontro tra cittadini, associazioni e comitati dove possano progettare e realizzare un’offerta articolata di attività educative, culturali e servizi di pubblica utilità». A fargli eco Cristina Machnich di Punto Franco: «Siamo dell’idea che l’over tourism di cui Trieste ora è assolutamente protagonista è un fenomeno che va gestito e non subito, in quest’ottica casa Francol è un edificio emblematico della storia culturale di Trieste e dovrebbe rispondere ai bisogni della cittadinanza più che a quelli del turismo anche perché in zona ci sono già notevoli strutture ricettive». Secondo le stime del Comune il valore dell’immobile è di 600mila euro.

[e.b.]

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