Via Crosada, a breve gli scavi archeologici presso casa Francol

03.11.2023 – 13.10 – Per chi percorre via di Crosada, affianco alla Taverna dei Sapori Greci o per chi, al contrario, giunge da via dei Capitelli diretto verso Piazza dell’Unità, affianco al popolare Cemût, giungerà una piccola sorpresa: lo sterro di via di Crosada, quella monticciuola di terra e materiali da riporto fiancheggiante casa Francol, è stato recintato. Il Ministero della Cultura, tramite la Soprintendenza archeologia, Belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, ha infatti ufficialmente iniziato, con data 22 ottobre, i lavori per lo scavo archeologico e il successivo recupero, a cura invece del Comune di Trieste, della zona. Si tratta di un’area compresa tra via Crosada, via dei Gavazzeni, Androna San Silvestro e via dei Capitelli: sostanzialmente una collinetta di calcinacci e terra da riporto, dall’aspetto a metà tra la discarica e la discesa da moto cross. L’area infatti presenta, scendendo in profondità, diversi reperti di età romana, ‘discesi a valle’ durante le tante ristrutturazioni edilizie e i tanti interventi nella zona, ultimo dei quali il piano Urban negli anni duemila col quale si procedette al recupero integrale di Città vecchia. Teoricamente la zona era infatti uno dei punti di passaggio per salire, durante l’epoca della Tergeste romana, fino all’acropoli, oggigiorno san Giusto.
I lavori di scavo – non ancora iniziati, con ogni probabilità a causa dell’allerta meteo – sono stati affidati per un costo totale di 390mila euro alla società cooperativa archeologica ARA; il Soprintendente ad interim è Andrea Pessina e il direttore dei lavori Roberto Micheli.
Il cronoprogramma prevede il completamento dei lavori in 4 mesi; cioè teoricamente entro fine febbraio/ inizio marzo 2024.
I lavori dovrebbero consentire di valorizzare la vicina e martoriata casa Francol; proprietà pubblica che, essendo abbandonata da anni, il Comune tenta più volte di vendere. Il prezzo allo stadio sociale è stato fissato a 650mila euro. Inizialmente, all’interno del piano Urban, la casa Francol avrebbe dovuto essere un luogo aperto a tutti, un centro sociale. La casa, risalendo a fine Quattrocento, è tra le poche sopravvivenze medievali di Trieste.
A seguito della conclusione degli scavi archeologici, spetterà al Comune di Trieste comprendere come procedere per rendere agibile il passaggio, ‘sbancando’ lo sterrato. In teoria il visitatore dovrebbe poter procedere agilmente fino a piazza dell’Unità, passando a fianco dei reperti romani rinvenuti, similmente a quanto avviene nella vicina Pola, o nel Veneto, a Verona.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore