IA e malattie neurodegenerative, ‘Impatto importante’ per Buratti. Al via nuovo Memorandum ICGEB-CSAIA

02.10.2024 – 11.30 – Il Centro Internazionale per l’Ingegneria Genetica e Biotecnologie (ICGEB) ha siglato un Memorandum of Understanding con il Centro di Studi Avanzati per l’Intelligenza Artificiale (CSAIA).
Il protocollo d’intesa, firmato dai reciproci presidenti Lawrence Banks e Pier Paolo Maria Menchetti, si propone di porre in comune le risorse per lavorare insieme su come applicare l’IA al campo della biomedicina e in generale della biotecnologia, con ripercussioni sulla ricerca genetica, la biologia molecolare e cellulare, le malattie infettive e neurodegenerative. La convenzione consentirà pertanto l’avvio di progetti congiunti onde individuare aree di utilizzo dell’IA e di sviluppo della stessa, definendo nel contempo con chiarezza regole di Etica e in generale una Normativa che, discutendo di IA, è ancora molto confusa.
Il CSAIA si propone di essere un faro per accademici, ricercatori e imprenditori impegnati nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale. In particolare – e non è un caso che abbia aderito alla Rome Call for AI Ethics – si propone un utilizzo ragionato dell’intelligenza artificiale.
Guardando all’ICGEB sarà invece coinvolto il dottor Emanuele Buratti, coordinatore scientifico dell’Organizzazione per il settore delle malattie neurodegenerative in un quadro generale di cooperazione, per lo sviluppo di corsi di formazione, programmi di istruzione superiore e l’implementazione di questi sull’elaborazione del linguaggio naturale (NLP). Siamo pertanto appieno nel settore delle scienze della vita.

Ma quale utilità potrebbe avere l’IA nella ricerca medica? “Si ritiene che, nel campo delle malattie neurodegenerative, l’IA avrà un impatto importante – spiega a Trieste News Emanuele Buratti – Non solo per analizzare i dati o monitorare la terapia clinica, ma soprattutto per controllare le condizioni di salute del malato. L’intelligenza artificiale sarà in grado di capire se il paziente è in una situazione pericolosa, specie nel caso di malati con necessità di accudimento 24 ore su 24. Tramite strumenti indossabili come l’app su cellulare, una telecamera in camera o lo smartwatch l’IA potrà monitorare il comportamento del paziente ovviando ad eventuali assenza della persona che accudisce. Ma non solo, perchè l’IA è anche in grado di aiutare il medico a interpretare i risultati delle analisi e comprendere se la malattia sta migliorando o peggiorando. Le malattie neurodegenerative non sono lineari: le persone migliorano, hanno un crollo improvviso, peggiorano e così via. L’IA può cercare di prevedere questi peggioramenti e allo stesso modo, nel caso di medicine sperimentali, può velocizzare l’analisi dei risultati e far capire se vi sono piccoli miglioramenti”.

L’IA potrebbe, a questo proposito, rimpiazzare completamente la sperimentazione animale? “Certamente con l’IA si potrà ridurre la quantità di animali utilizzati per la sperimentazione – riflette Buratti – se si integra la ricerca con l’IA si può abbassare drasticamente la quantità di animali utilizzati. Spesso la sperimentazione serve per valutare gli effetti collaterali o la tossicità del medicinale; l’IA potrà fornire un’indicazione su quest’aspetto, diminuendo anche il numero di tentativi necessari sulle cavie”.

C’è una grande enfasi, all’interno del Memorandum, sul ‘linguaggio naturale‘.
“Si tratta di capire bene cosa una persona intende – spiega Buratti – Noi, come esseri umani, utilizziamo un linguaggio ricco di sfumature e sottintesi che l’IA ancora fatica a comprendere. Allo stesso modo l’intelligenza artificiale, allenata su linguaggio naturale, può aiutarci a ricostruire i discorsi di persone con malattie neurodegenerative che affliggono la fonetica.
Un esempio di linguaggio naturale è il ‘Volentieri’ triestino che significa ‘no’; una IA allo stadio attuale non è in grado ancora di distinguere l’elemento dialettale, pensa che sia un sì. È il linguaggio ‘umano’, se vogliamo conversazionale. I navigatori della macchina ad esempio non comprendono il linguaggio naturale; l’IA invece ne sarà capace”.

In questo contesto il Memorandum produrrà i suoi effetti a breve, perché il primo risultato “sarà una conferenza sull’interazione tra i diversi attori protagonisti del CSAIA: l’ICGEB e i diversi enti medicali e scientifici del Friuli Venezia Giulia, in sintonia con Area Science Park. Un incontro collettivo onde capire come muoversi nel settore” conclude Buratti.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore