La rinascita di Muggia. Tra tradizione, cultura e turismo

28.03.2024 – 11.27 – D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. Muggia prende alla lettera le parole di Clavino e risponde alle oltre 5mila persone che chiedono, vogliono, desiderano vedere le bellezze turistiche e culturali che la cittadina rivierasca ha da offrire. Tour privati del centro storico e del Castello, della biblioteca beethoveniana – una chicca secondo Nicola Delconte, vicesindaco di Muggia – il complesso di Muggia Vecchia, il Castelliere di Elleri e la necropoli di santa Barbara. Ancora dei “desiderata” secondo Delconte, che anticipa i progetti in cantiere legati all’archeologia protostorica. Stando a dati parziali, raccolti a partire da maggio dello scorso anno dall’infopoint che l’ente turismo della Regione ha aperto in centro, il 40% dei turisti che fanno tappa a Muggia “chiedono cultura: ora il focus è sull’archeologia e sul cicloturismo, dopo il grande lavoro che abbiamo fatti sui cammini. In questi tre anni abbiamo cercato di dare forte impulso al Cammino della Via Flavia e ora ci concentriamo sulla ciclabilità”.

Pochi mesi fa è terminato l’iter per l’approvazione del biciplan in consiglio comunale e ora si comincia a lavorare sulle infrastrutture. “Partire dai cammini è più semplice – ammette Delconte – non necessitano di interventi pubblici particolari. Ora vogliamo mettere in pratica ciò che è stato deciso in Consiglio: vogliamo intercettare il flusso turistico che va verso la Parenzana e quello dell’Alpe Adria Trail, con Muggia come ultima tappa”.

Poi, c’è il mare. E qui c’è lo zampino del sindaco, Paolo Polidori, che sta lavorando sul trasporto pubblico, specialmente sull’acqua. Il tragitto che porta da Trieste a Muggia – attivo tutto l’anno e della durata di 30 minuti – ha registrato nel 2023 ben 50mila passaggi, stando a quanto riferito dal vicesindaco. “Il turista, quando arriva via mare, rimane colpito dalla bellezza del percorso – racconta – è stato un record; storicamente, fin dall’epoca delle due guerre, chi arrivava a Muggia come turista lo faceva via mare, con il vaporetto. Ora c’è il Delfino”. Delconte snocciola altri dati: “dal 15 di luglio, abbiamo registrato 14mila presenze di turisti, il che significa che in alcuni periodi raddoppiamo la popolazione, soprattutto tra luglio, agosto e settembre”, fa sapere.

Non si può parlare di Muggia senza parlare del Carnevale, a cui i muggesani sono affezionatissimi. I settant’anni di tradizione sono valsi al carnevale di Muggia il riconoscimento, da parte di PromoturismoFvg, di grande evento della regione. La cultura sociale punta alla condivisione delle tradizioni, dell’identità del territorio e alla conservazione del dialetto. Una forma di “protezione della mia Muggia – conclude Nicola Delconte – Non mi aspettavo, ormai tre anni fa, di essere il più votato del Consiglio comunale. Lo ammetto, a volte mi sento stanco, la macchina comunale è fin troppo complessa. Ma porto avanti il mio ruolo con orgoglio, con l’anima e con il cuore”.

mb.r

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