14.93.2924 – 07.44 – Trieste chiama l’Irlanda, giocando sulle tradizioni, le tinte celtiche e soprattutto con la convivialità da pub, quella più vivace per antonomasia. Succede anche qui nella giornata del 17 marzo, data che celebra San Patrizio, il patrono dell’Irlanda, un santo venerato in patria ma rievocato quasi ovunque sulla scia delle “licenze” che in suo nome colorano le piazze e soprattutto i bar. Insomma, dopo l’Ocktober Fest, la festa di San Patrizio è l’altro pretesto per festeggiare in modo abbondante, pur ignorando le radici della tradizione o magari senza sapere dove si trova precisamente Dublino. La festività rievoca intanto l’avvento del Cristianesimo in Irlanda, svolta avvenuta nel quinto secolo proprio con Patrizio, all’epoca vescovo ancora prima che santo. Il colore verde domina le trame delle celebrazioni, vedi il trifoglio, simbolo per alcuni della Trinità, per altri della prosperità. Di certo qui il respiro del cristianesimo incontra quello fiabesco. Si, perché il verde sembra essere la tinta preferita dalle fate, leggenda in auge da sempre in Irlanda, un culto forse incentivato anche dagli effetti collaterali delle pinte di birra.
A proposito di birra e dintorni. A Trieste la festa di San Patrizio approderà in diversi locali del centro. In primo piano la programmazione prevista dal Bounty in via Pondares 6, ritrovo che inaugura così il composito calendario di eventi legati al suo 40°. La saga irlandese ideata da Stefan Sartor apre i battenti venerdì 15 marzo alle 17.30 e in serata (20.30) propone il concerto di Alan Petrei (nella foto) artista triestino dedito al repertorio in chiave medievale e celtica; al Bounty è atteso armato di cornamusa e sulla scia delle varie partecipazioni ai festival del ramo.
La musica dal vivo torna alla ribalta al Bounty il 17 marzo (20.30) con “Camerino Irish”, band impegnata nello studio e nella prassi di esecuzione originale della tradizione irlandese, utilizzando quindi strumenti antichi come percussioni, gittern (corde pizzicate) e jewsharp (scacciapensieri). Il menù? Soprattutto birra stout irlandese, la vera regina della festa.
Il San Patrick made in Trieste trova campo anche al Murphy di galleria Fenice, alle prese con una trilogia “verde” disegnata da venerdì 15 a domenica 17. Il locale per l’occasione propone ben 6 spine di birre irlandesi a rotazione e domenica aprirà le danze sin alle 12, ospitando poi alle 18 il concerto dei Wooden Legs, band emblema del respiro Irish in città.
Al London Pub in via Caprin la festa divampa dalle 16 del 17 marzo e alle 19 è di scena il trio “Cindy e i Rock History”; il tutto avvolto dai colori della birra Guinnes e magari dal whiskey irlandese. Non è tutto. In pieno centro, in via Dante 14/a, il GBU entra anche esso nel clima di San Patrizio con la serata di sabato 16. Qui Donna Graziella e mastro Fabrizio meditano tanta musica, richiami culinari e pinte di birra irlandese. Il kilt (usato anche in Irlanda) è gradito. Che la festa abbia inizio, nel nome di Patrizio vescovo.
[f.c]


