11.01.2024 – 07.01 – Non si balla più a Trieste e nel Friuli Venezia Giulia. Nuovi dati, citati da Il Gazzettino, riportano la lenta morte delle discoteche della Regione. La crisi non sembra connessa alla pandemia Covid anche se, qual è caratteristica del Coronavirus, sembra aver accelerato un processo già in atto da tempo. Sono state infatti chiuse l’80% delle discoteche del FVG dal 2009 ad oggi; praticamente rimangono aperte due discoteche su dieci. La conta delle discoteche sopravvissute nella regione rivela un quadro lontano dagli ‘ardori’ degli anni Settanta e Ottanta del novecento. Lignano Sabbiadoro annovera infatti solo tre discoteche ormai; resiste poi il Cantera di Sistiana; Pordenone ha ancora tre locali, ma non sempre attivi; e infine la Trieste by night è da diversi decenni lontana dai suoi fasti. Sarebbe interessante, in questo contesto, osservare se una simile crisi è presente anche in Slovenia o se, al contrario, si tratta d’una specificità friulana e giuliana.
Guardando allo scenario complessivo della provincia giuliana si rimane sorpresi di quante discoteche abbandonate costellino il panorama post industriale. C’è ad esempio l’Etnoblog di Riva Traiana, a Trieste, chiuso nel 2015. Vi è poi, a Grado, l’ex discoteca Gradualis presso la pineta, in provincia di Gorizia. ‘Tempio’ delle serate dancing negli anni Novanta del novecento, il Gradualis venne poi travolto da un’ingente operazione della polizia contro lo sfruttamento della prostituzione.
Fuoriuscendo dall’orbita giuliana, rinveniamo i resti dell’ex discoteca Caribe presso Bibione, l’Hippodrome di Monfalcone e il Mirò di Lignano Sabbiadoro.
[z.s.]


