‘Scabbia, disorganizzazione e negligenza’, caos alla casa di riposo Bartoli. Le parole di USB

29.11.2023 – 12:51 – Ancora una volta, la casa di riposo Bartoli a Trieste è al centro di gravi accuse, con ‘il Comune e AuroraDomus che si rimbalzano le responsabilità’. Queste le parole nella nota del sindacato di USB. Massimiliano Generutti, Esecutivo Lavoro Privato USB, dichiara: “Questa situazione è il risultato di una disorganizzazione cronica e uno scarica-barile costante tra AuroraDomus e il Comune.” Ciò che lascia perplessi è il modo in cui si è venuti a sapere ed è stato comunicato il nuovo caso di scabbia all’interno della casa di riposo. Operatori OSS e infermieri di AuroraDomus con tute tyvek, doppi guanti e visiere…ma nessuno che avvisa la cooperativa COLSER i cui lavoratori operano all’interno della struttura nell’ambito delle pulizie e distribuzione pasti. “Le lacune nel sistema comunicativo sono evidenti.” Ma il caso di scabbia è solo la punta dell’iceberg a quanto pare, infatti è stato proprio Generutti a evidenziare un altro disagio importante: i sollevatori del Gregoretti atti alla movimentazione degli ospiti sono rimasti inutilizzati per oltre un anno senza teli di protezione, con i pazienti costretti a essere spostati manualmente e i sospetti di carenze di farmaci, emblema di una trascuratezza evidente.” Riguardo quest’ultimo punto, il rappresentante di USB, continua: “Come è possibile affermare che non mancano farmaci se non esiste un metodo interno per poter segnare effettivamente questa mancanza?

Si perché, da quanto afferma, nei sistemi che ogni giorno gli operatori sanitari compilano, non esiste una spunta specifica per segnare o no la mancanza di un farmaco. Nonostante i controlli dei NAS, il sindacato, infatti, evidenzia che durante il sopralluogo, come da prassi, sono solo stati presi a campione degli ospiti della struttura per controllare se i farmaci e le terapie, al momento, fossero state somministrate, ma non è stato effettuato alcun esame approfondito dello storico dei farmaci.

A riguardo, l’assessore alle Politiche Sociali, Massimo Tognolli, non ha rilasciato dichiarazioni.

Le problematiche però non si limitano alla salute dei pazienti: “Il quarto piano della struttura si allaga durante le piogge, mettendo a rischio anche l’impianto elettrico e di conseguenza, la sicurezza di lavoratori e pazienti. Stessa sorte per il seminterrato del Gregoretti che è il percorso d’accesso per gli operatori agli spogliatoi che sono costretti quando piove o ad attraversarlo inzuppandosi i piedi di acqua oppure in maniche corte non potendo poi rimettersi il giubbotto dopo essersi cambiati…e capisce che in pieno inverno…”

“È comunque – conclude – assolutamente incomprensibile che un caso di scabbia si interrompa da qualche parte (Aurora Domus? Comune di Trieste?) e una parte di lavoratrici e lavoratori rimangano senza alcuna sicurezza per la propria salute”, sollecitando il Comune di Trieste a fare chiarezza e migliorare il sistema di comunicazioni inefficace, non soltanto sul tema scabbia.

[c.v.]

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