Trieste, riapre la casa di accoglienza Marana Tha

23.11.2023 – 13:00 – La casa Marana Tha, centro nevralgico nei percorsi di assistenza a persone senza fissa dimora e migranti nella realtà triestina, è stata riqualificata a inaugurata mercoledì. Benché la struttura sia attiva da molti anni, durante i quali ha assunto funzioni diverse e accolto destinatari di vario tipo, oggi rinasce grazie a un’azione di ristrutturazione importante che l’ha riconsegnata alla città proprio in vista dei primi freddi e in corrispondenza della Giornata Mondiale dei Poveri che, per volontà del Pontefice, si celebra ogni anno dal 2017 nel mese di novembre. La casa di Via Vasari è stata svelata alla cittadinanza mercoledì 22 novembre alla presenza del Vescovo di Trieste, mons. Enrico Trevisi, dell’Assessore alle Politiche Sociali, Massimo Tognolli, del Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRTrieste, Francesco Prioglio e del direttore della Caritas diocesana, don Alessandro Amodeo.

Dapprima utilizzata come struttura provvisoria per affrontare le prime fasi dell’emergenza migratoria, nel 2020 la casa Marana Tha ha assunto un ruolo centrale nell’affrontare un’altra emergenza, quella del Covid, quando ha garantito l’isolamento fiduciario proprio a persone senza fissa dimora. Oggi, dopo la ristrutturazione sostenuta dal Comune di Trieste e dalla Fondazione CRTrieste, la casa Marana Tha diventa un rifugio per persone di cittadinanza italiana o europea che necessitino di un riparo durante la stagione più fredda. Un ricovero rivolto dunque principalmente a persone del territorio prive di un domicilio, un fenomeno dalle dimensioni tutt’altro che trascurabili nella città di Trieste, che interessa quanti perdono la casa per uno sfratto, una separazione, un evento improvviso come un incendio o chi non riesce a trovare un alloggio perché ha un lavoro precario o mal pagato.

La casa Marana Tha, spiega la Caritas Trieste, attualmente garantisce quasi 200 posti H24 durante tutto l’anno. Secondo i dati diffusi, nel 2022 le persone che hanno vissuto un disagio abitativo tale per cui sono state accolte in una struttura di accoglienza sono state 388, mentre da gennaio a settembre di quest’anno sono state già accolte 283 persone. Nel 65% dei casi si tratta di residenti italiani o comunitari, in prevalenza maschi, anche se si registra una presenza femminile elevata (37%). Quasi la metà degli accolti sono nuclei familiari con minori, ma vi è anche un 33% di persone over 55 che difficilmente riusciranno a raggiungere un’indipendenza che gli permetta una soluzione alloggiativa autonoma.

Cambia dunque la destinazione preferenziale della Casa di Accoglienza Marana Tha, che negli anni pre-pandemici ha assistito e accolto anche rifugiati extracomunitari. Purtroppo, il fatto che il target della struttura sia mutato non significa che l’emergenza sia terminata o il fenomeno in attenuazione. Come spiega il rapporto 2022 sulla situazione dei migranti, Trieste è, per via della sua posizione geografica, il primo luogo di approdo sicuro per migliaia di richiedenti asilo provenienti dalle rotte balcaniche dopo la fuga da persecuzioni, guerre e situazioni di violenza generalizzata in paesi quali l’Afghanistan, il Pakistan, la Siria o l’Iraq. Un percorso fatto di sofferenze e ostacoli segnato da una vita passata per mesi all’addiaccio e da continue violenze e respingimenti, che si verificano anche dentro i confini delll’Unione Europea.

(p.l.)

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