Le radici storiche dello Stemma di Trieste

14.09.2023 – 14:00 – Trieste, la città portuale affacciata sull’Adriatico, gioiello della penisola settentrionale, possiede una tradizione ricca, affascinante e multiculturale. Tra i simboli che meglio incapsulano la sua eredità c’è lo stemma culturale. Composto da uno scudo rosso alla francese con uno spiedo centrale con al di sopra una corona muraria. Per molti però la storia di questo stemma è strettamente legata alla leggenda di San Sergio, in cui si narra che durante il suo martirio, aveva promesso ai Triestini, un segno ‘divino’ in caso di morte. E così accadde: l’arma, notoriamente chiamata spiedo alla furlana, cadde dal cielo sulla piazza principale di Trieste, segnando per sempre la città con la sua presenza.

Questa spada che tutt’ora è conservata nel tesoro della cattedrale di San Giusto, si dice sia inattaccabile dalla ruggine. Secondo uno studio condotto dal dipartimento di scienze chimiche e farmaceutiche dell’Università di Trieste è stato suggerito che l’arma avesse un’origine orientale e fosse composta da un unico pezzo di ferro, senza saldature. Trieste però durante la sua storia ha conosciuto un importante epoca sotto il dominio asburgico, che modifico l’aspetto dello stemma. Esso infatti venne troncato: nella parte superiore, l’aquila asburgica, nera su sfondo oro, e nella parte inferiore lo spiedo alla furlana, divenne d’oro, su sfondo rosso.

Sarà poi durante la Prima Guerra Mondiale, con l’annessione della città nella penisola italiana, che lo stemma tornò al suo aspetto originale.

[c.v.]

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