18.07.2023 – 13:45 – Sono state presentate questa mattina presso il Porto Nuovo del Capoluogo Giuliano, le nuove neo assunte dall’Agenzia del Lavoro Portuale di Trieste con lo scopo di formarle ed avviarle allo svolgimento delle operazioni portuali. Si chiamano Monica, Erika, Sara ed Edislaidys, sono tutte di età inferiore ai trent’anni e rappresentano l’apertura dello scalo giuliano verso il lavoro femminile in banchina, un momento storico nella storia del Porto di Trieste il quale ha deciso di cambiare passo avvicinandosi in maniera concreta verso il tema delle pari opportunità. Le quattro donne, provenienti da esperienze di impiego in altri settori, saranno assunte per un primo periodo attraverso la società di lavoro interinale “Intempo”, come già avvenuto in passato per altri lavoratori. Il sostegno all’iniziativa dato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale è stato decisivo. L’Authority ha infatti supportato ALPT, nell’individuazione e risoluzione del primo problema logistico legato a spazi adeguati e spogliatoi dedicati alle donne.
“Il problema è il cambiamento di paradigma nell’organizzazione del lavoro – ha dichiarato Zeno D’Agostino, Presidente dei porti di Trieste e Monfalcone -. Si continua a impostare sempre le cose con un approccio da uomini, ma la professionalità e la competenza non hanno mai genere. La competitività del nostro porto passa dalla capacità di attrarre talenti, indipendentemente dal genere. L’assunzione delle prime quattro donne in ALPT è un messaggio importante e nuovo che si vuole dare nel processo di evoluzione di un porto sempre più inclusivo e aperto alle donne. Era ora, perché in altri porti succede già. Dopo questo primo passaggio, auspichiamo che tanti altri ne vengano fatti anche dai soggetti privati presenti nei nostri due scali, incoraggiando il mondo femminile a considerare la portualità e la logistica come settori sempre più accessibili” – ha concluso D’Agostino.
Francesco Mariani, Presidente di ALPT, ha rimarcato con soddisfazione il valore sociale, adeguando anche il lavoro portuale ai cambiamenti intervenuti nella società italiana in materia di lavoro femminile: “Abbiamo fatto nelle settimane scorse sei assemblee, suddividendo i portuali in gruppi, per illustrare loro la situazione positiva della attività dell’Agenzia. In quella occasione abbiamo informato i lavoratori dell’intenzione di aprire alle donne l’opportunità di operare in banchina al loro fianco, trovando consenso e accoglienza. Il porto di Trieste deve crescere nel traffico, nell’infrastruttura, nelle tecnologie e nella parità di genere”.


