06.06.2023 – 08.00 – Oltre duemila esemplari di armi, divise, quadri, fotografie, strumenti nautici e soprattutto 350 modellini di navi, dagli esemplari estremamente piccoli a quelli di tre metri, alcuni dei quali realizzati da uno specialista del settore in Crimea, prima dell’occupazione del territorio da parte dei russi.
Si tratta della nuova esposizione permanente visitabile da un mese a questa parte presso l’Aquarium di Pola, sito nella fortezza di epoca austriaca di Forte Verudella. Un valore aggiunto per l’acquario del capoluogo istriano, dove troverà posto così la storica raccolta frutto di un lavoro decennale realizzato da Sergio Gobbo, designer, fotografo e appassionato collezionista istriano che da anni cercava uno spazio adeguato per ospitare il frutto del proprio lavoro, una raccolta seconda solo a quella del museo di storia militare di Vienna.
La collezione vede la presenza di modellini navali e cimeli storici della marina austriaca, veneziana e italiana. «L’aspetto affascinante dei tempi della duplice monarchia – ricorda Gobbo – è il melting pot culturale presente nelle imbarcazioni della marina austroungarica, la cui ciurma era rappresentata per il 30% da croati, il 16 % dagli italiani del Litorale, Istria e Dalmazia e il 6% da sloveni, oltre ad elementi austriaci, cechi e ungheresi».
Tra i modellini meritevoli di menzione c’è quello della “Viribus Unitis”, la nave affondata dagli italiani proprio a Pola nelle fasi finali della prima guerra mondiale, la fregata a propulsione mista “Novara”, nota per aver compiuto una spedizione attorno al mondo tra il 1857 e il 1859 e successivamente per aver trasportato l’arciduca Massimiliano e la moglie Carlotta a Veracruz, nel maggio 1864, per essere incoronati imperatori del Messico. E poi la “Tegetthoff” famosa invece per le spedizioni nell’Artico che avevano fruttato la scoperta della terra di Francesco Giuseppe, oltre a vari sommergibili italiani e tedeschi. Tra i tanti cimeli presenti nell’esposizione polesana anche un pezzo di tela del dirigibile italiano “Città di Jesi” che bombardò Pola all’inizio della prima guerra mondiale e che venne quindi abbattuto dagli austriaci nel 1915.


