15.02.2023 – 09.03 – Nuova querelle sul caso Regeni, a seguito del rigetto operato dalla Cassazione nei confronti del ricorso della Procura di Roma contro la sospensione decisa dal giudice nei confronti dell’udienza preliminare. Non essendovi infatti modo di conoscere se gli imputati siano o meno consapevoli di essere sotto accusa, verrebbe a mancare il contradditorio tra le parti.
Sulla vicenda che restituisce nuovamente il caso nelle mani dei diplomatici italiani, è intervenuta la famiglia Regeni, ospite su Rai 3 nella puntata de ‘Il Cavallo e la Torre’. Era presente il padre Claudio, il quale ha ribadito che “nella giustizia italiana crediamo e andiamo avanti secondo la legge e desidereremmo avere quel passo in più che finora non c’è stato”. Sebbene, ha aggiunto la madre Paola Deffendi, “a noi piacerebbe anche sottolineare che quello che è successo a Giulio non è un affare di famiglia, perché un Paese che non riesce a fare giustizia su quello che è successo a Giulio diventa un paese che non dà sicurezza ai propri cittadini”.
Attualmente la famiglia ha richiesto una convocazione in udienza con la premier Meloni e il ministro Tajani, perchè “ci è sembrato di capire che hanno avuto delle garanzie e delle rassicurazioni da parte del governo egiziano e del presidente Al Sisi stesso: si voleva capire in che cosa consistevano e in cosa si tradurranno in fatti”. Inoltre “speriamo di avere qualche riscontro su quello che manca per superare il cavillo legislativo che impedisce l’inizio del processo”.
Secondo la famiglia i buoni rapporti commerciali e diplomatici con l’Egitto non sono certo una novità, anzi “è una cosa che abbiamo sentito fin dall’inizio, si pensava, così almeno ci narrava il mondo della politica, l’amicizia con l’Egitto come possibile aiuto per arrivare alla verità e alla giustizia, che noi vogliamo, processuale qui in Italia”.
[z.s.]


