30.08.2022 – 09.40 – Continua a destare dubbi la relazione di 50 pagine redatta in seguito alla perizia medico-legale disposta dalla Procura ed eseguita dal dott. Fulvio Costantinides e dal dott. Fabio Cavalli. Parliamo del caso Resinovich: la 63enne triestina ex dipendente regionale era scomparsa lo scorso 14 dicembre 2021 e ritrovata morta il 5 gennaio 2022 in un’area verde del Parco di San Giovanni, nel rione dove abitava. Stando a quanto riporta l’agenzia Ansa è stato il legale di Sebastiano Visintin, marito di Liliana, a non essere convinto in particolare dalla data della morte, che dovrebbe risalire a due o tre giorni prima del ritrovamento del corpo tra gli arbusti del bosco dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste.
Il caso in questi mesi ha fatto molto discutere e diversi sono stati gli attori della storia, quella di Liliana, ripresa più volte dai media anche a livello nazionale. Tant’è che Bevilacqua, legale di Visintin, avrebbe comunicato al fratello della donna, Sergio Resinovich, e all’amico Claudio Sterpin, di “non indirizzare l’opinione pubblica contro il signor Sebastiano Visintin, fatto bersaglio di sospetti”, riporta l’agenzia. Entrambi sostengono d’essere dubbiosi sulla dinamica della morte della donna; in particolare non va giù l’ipotesi del suicidio. L’avvocato che assiste Sergio Resinovich, Nicodemo Gentile, ha raccontato ancora una volta all’agenzia che l’ipotesi sostenuta dal fratello è che la donna, quel girono, sia stata comunque aggredita.


