08.07.2022 – 18.45 | “Certo non bastano porto e turismo, ma – se deve esserci industria – che sia compatibile con il nostro territorio. Che non può ospitare attività dal forte impatto ambientale in un’area contenuta e dove invece si può intervenire con progetti sostenibili, magari collegati ai centri di ricerca, alle attività legate al mare e agli istituti di formazione”. È l’opinione del coordinatore provinciale di Progetto FVG, Giorgio Cecco. “Vanno trovate – spiega – nuove opportunità industriali e supportate quelle esistenti, con un’idea di futuro per il lavoro e l’occupazione a lunga scadenza, favorire gli insediamenti di qualità con semplificazioni nelle procedure e servizi, dare certezze alle famiglie e prospettive ai giovani, senza mettere a rischio la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente, come già successo in passato. ” sottolinea Cecco.
Per l’esponente civico, è “Importante mantenere un tessuto industriale tecnologico avanzato e di qualità, in specifici casi comunque cercare di bloccare la delocalizzazione, stimolare ed aiutare le aziende presenti nell’area triestina per una valorizzazione dei siti locali. Si deve puntare – prosegue ancora Cecco – su attività che guardano al futuro, dal contenuto impatto ambientale ed integrate più possibile con il sistema economico e sociale. La strada intrapresa dall’amministrazione regionale sulle attività produttive e il lavoro, insieme alle altre realtà coinvolte, come Comune, Autorità Portuale, categorie economiche ed Enti vari, deve assolutamente proseguire per dare una svolta decisiva e Trieste – conclude Cecco – può fare da traino per l’intero Friuli Venezia Giulia, nella programmazione di sviluppo generale, con interventi per incrementare portualità, turismo, ma anche industria di qualità.”.
[c.s.]


