02.06.2022 – 16.21 – Dalla diffusione dell’impero romano nelle terre all’epoca conosciute come Forum Iulii o, successivamente, Regio X Venetia et Histria, il fiume Isonzo ha sempre rivestito un’importanza economica e strategica fondamentale; e l’attraversamento dell’Aesontium un passaggio chiave. In questo contesto rivestiva particolare importanza il Ponte della Mainizza che connetteva la strada romana da Aquileia a Aemona, odierna Lubiana. Il ponte venne distrutto e ricostruito più e più volte attraverso l’età tardo antica e l’alto medioevo; oggigiorno l’Isonzo, pur dopo secoli, continua a restituirne macigni e frammenti, archi e iscrizioni. Sopravvivenze di un’epoca tramontata, verso cui la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia mantiene un occhio attento.
Proprio dietro richiesta dell’ente i Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia hanno ieri recuperato dall’alveo del fiume Isonzo, in prossimità di Savogna d’Isonzo (Gorizia), una pietra romana del ponte, dalle notevoli dimensioni.
Il reperto, riportante un’epigrafe frammentaria in lingua latina, è stato imbragato dai sommozzatori del Nucleo S.S.A di Trieste (Nucleo di Soccorso Subacqueo e Acquatico) e recuperato tramite una ruspa in dotazione al G.O.S. (Gruppo Operativo Speciale) del Comando di Udine.
Una volta portato a riva, il reperto è stato trasferito dai Vigili del Fuoco, sempre sotto la supervisione del personale della Soprintendenza, presso il Museo di documentazione della civiltà contadina friulana di Farra d’Isonzo, dove con l’autogru del comando dei Vigili del fuoco di Gorizia è stato scaricato. Il reperto verrà ora esaminato e studiato in vista di una futura fruizione da parte del pubblico.
[z.s.]



