Trieste, ripulito il murales di Piazzetta Spaccini, ma i graffiti in quell’area sono troppi

20.04.2022 – 10:45 – Ad inizio 2020, su proposta del Consigliere Comunale della Lega, Monica Canciani, il Comune di Trieste, a seguito di un’apposita mozione, aveva approvato la proposta di abbellire le strade ed i vicoli di Cavana con murales ritraenti scorci della città antica o scene di vita passata, riprese da quadri e fotografie d’epoca, nei quali sono ritratti gli abitanti del rione intenti nelle loro mansioni quotidiane. L’iniziativa, promossa da Canciani, era stata avallata dal Municipio con l’intento dare maggiore lustro alla città vecchia sia dal punto di vista culturale che turistico, e con lo scopo di ripulire una volta per tutte le pareti dei pittoreschi edifici del centro storico e dissuadere infine i writers dall’imbrattare questi ultimi con le loro bombolette spray e pennarelli indelebili. Purtroppo, a distanza di appena due anni, verosimilmente nella notte tra il 17 ed il 18 Aprile scorsi, ignoti hanno danneggiato con vernice rosa il murales realizzato dall’artista triestino Gabriele Bonato su una parete di Piazzetta Spaccini, nel cuore della città vecchia, a pochi passi dall’Archivio Storico Comunale, l’Hotel Urban e la Piazza Cavana. Il personaggio principale dell’opera “L’infinito nell’umiltà”, una popolana di inizio ‘900, è stato modificato con l’aggiunta di una nuova capigliatura, un giubbotto in pelle ed una coda luciferesca. Tutto realizzato rigorosamente con abbondante vernice rosa. Fortunatamente, grazie alle numerose segnalazioni giunte alla Polizia Locale da parte dei residenti della zona, e le foto apparse sui social all’alba del giorno di pasquetta, il Comune, nella mattinata di ieri, ha provveduto ad inviare in loco gli operatori specializzati nella rimozione di scritte e graffiti, ripulendo (quasi) integralmente l’opera artistica. Ad ogni modo, la Polizia Locale ha avviato un’indagine per individuare i responsabili del deturpamento perpetrato nelle ore notturne. “Ancora una volta ci troviamo a commentare episodi che rivelano maleducazione e soprattutto totale assenza di rispetto per gli altri – ha commentato ai nostri microfoni l’Assessore alla Sicurezza Maurizio De Blasio- . Non sappiamo se dietro tali comportamenti vi sia una volontà premeditata di danneggiare proprietà collettive oppure un desiderio “malato” di apparire a tutti i costi. In entrambi i casi – ha continuato l’Assessore – , nostro compito è quello di mettere gli esecutori dell’imbrattamento davanti alle loro responsabilità, e poi di contrastare atti di questo tipo con sistemi di vigilanza idonei ma anche attraverso progetti educativi. Questo è ciò su cui stiamo lavorando – ha concluso De Blasio.

Nel pomeriggio di ieri, nell’ambito della realizzazione del presente articolo, Trieste.News si è recata in loco per appurare l’attuale situazione dell’area di Piazzetta Marcello Spaccini, intitolata all’ex Sindaco del Capoluogo Giuliano nel Settembre dello scorso anno. La zona, è straordinariamente affascinante, incastonata tra gli storici condomini e botteghe artigiane della Trieste che fu, oggi opportunamente ristrutturati e valorizzati con colorazioni pastello e nuove attività commerciali. Malgrado ciò, lo spazio in questione vige in uno stato di degrado, dovuto principalmente alla presenza sulle pareti e sull’arredo urbano di disegni e graffiti di ogni sorta, tipologia e colore, i quali, in alcuni casi, non hanno risparmiato nemmeno le finestre e gli infissi delle abitazioni circostanti.

Rettifica (21/04/2022) > Il murales non è stato ripulito da tecnici di una ditta specializzata come annunciato in precedenza ma da tre giovani stagisti della scuola edile Edilmaster, sotto la guida sapiente di Susan Petri, educatrice del Polo Giovani Toti, i quali hanno affrontato con cura lo sfregio e hanno rimosso quello che si è rivelato per fortuna essere gesso liquido. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e, anche se con qualche imperfezione, l’opera ha ripreso il suo vigore. I tre stagisti sono giovanissimi ma molto fieri di aver contribuito a restituire il gioiello di Bonato alla città. Naturalmente – come sottolineato in una nota del Comune – si è trattato di un tentativo fortunato. Se lo sfregio fosse stato fatto con altri materiali, non sarebbe stato possibile intervenire e sarebbe stato necessario interpellare soggetti titolati a svolgere questo tipo di delicati e specifici interventi. In questo caso invece, con la semplice applicazione di acqua e una attenta detersione, dopo aver verificato di non danneggiare l’opera e naturalmente dopo aver sentito l’artista, attualmente fuori Trieste, i tratti rosa sono stati asportati quasi del tutto. Il risultato è stato eccezionale e soprattutto tempestivo.

 

 

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