16.12.2021 – 11.50 – Conosciuta anche come otite interna o neurite vestibolare, la labirintite è un’infiammazione che colpisce la parte interna dell’orecchio, più precisamente l’area cosiddetta del labirinto, un insieme di cavità scavate nell’osso temporale del cranio che si adattano alla particolare morfologia dell’apparato vestibolare e della coclea. Una struttura complessa, quella della parte interna dell’orecchio, che, quando è perfettamente funzionante, è in grado d’inviare al cervello, e all’apparato visivo, le corrette informazioni sui movimenti della testa. In caso contrario, se l’area del labirinto è soggetta a problemi, è impossibile mettere perfettamente a fuoco gli oggetti, soprattutto quando ci si muove. A essere compromesso è anche il corretto equilibrio del corpo, che il cervello non riesce più a inserire correttamente all’interno della spazialità in cui si trova, e di conseguenza la postura. La labirintite si può presentare in forma acuta, con episodi isolati, o cronica in caso d’una patologia ricorrente. La labirintite inoltre può essere d’origine virale, quando a causarla è un virus, oppure batterica, quando è la conseguenza diretta di un’otite, oppure di un’infezione che ha colpito le vie respiratorie superiori.
A essere colpiti dall’infiammazione possono essere anche i più piccoli. Nei bimbi la patologia si manifesta con una forma purulenta, legata di norma allo sviluppo della meningite, e una versione sierosa, accompagnata all’otite. Non sono rari i casi in cui abbiamo a che fare con labirintite da frattura della rocca petrosa. Si manifesta con la rottura della zona di osso temporale, dove sono collocate le cavità dell’orecchio interno, e quindi il labirinto. La rottura può essere la causa dell’infiammazione del labirinto. La labirintite si manifesta con vertigini e ronzio alle orecchie, i cosiddetti acufeni, dolori, difficoltà nella deglutizione e con la riduzione dell’udito. La compromissione dell’udito potrebbe far pensare a un problema di sordità, ma una volta eseguiti i controlli di routine, e scoperta la causa, il paziente viene correttamente informato, e ha la certezza che non sta diventando sordo. Grazie all’uso di farmaci specifici, e sotto il diretto controllo di uno specialista, si avvia la cura che agisce sul livello d’infiammazione del labirinto. Si tratta di farmaci antivirali e antibatterici, sedativi, corticosteroidi e medicine in grado di ridurre la nausea e le sensazioni di vertigine.
Di norma, accanto alla somministrazione dei farmaci, si praticano anche alcune tecniche, per limitare i sintomi che provocano la patologia, andando a incidere soprattutto sulle vertigini. Per limitare le sensazioni spiacevoli, conseguenza della patologia, il medico consiglia al paziente di non alzarsi dal letto o dalla sedia in modo improvviso e brusco, evitare assolutamente movimenti repentini, non restare davanti alla tivù o al computer in concomitanza a un attacco di vertigini. Il duplice intervento, con medicine e tecniche, consente al paziente di riappropriarsi della propria vita, e di viverla con serenità. Una forma piuttosto intensa di labirintite, infatti, può anche essere sfiancante, specie quando si presenta accompagnata da vomito, febbre, perdita dell’equilibrio e consistenti disturbi dell’umore. La guarigione in forme non troppo intense si ottiene in 4-6 settimane, in forme più gravi possono anche trascorrere un paio di mesi.
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