Porto di Trieste, DFDS mira al Molo VI, ma c’è di mezzo la Turchia

02.07.2021 – 09.51 – L’amministratore delegato di DFDS Toben Carlsen, il principale armatore al mondo nel settore dei traghetti, ha visitato il porto di Trieste, annunciando la volontà di ampliare gli investimenti a Trieste attraverso un allargamento al Molo VI. Non è certo una notizia nuova, perché se ne discuteva già ad agosto 2020. La compagnia danese ha raggiunto ormai un sostanziale dominio sul traffico Italia-Turchia. Nel 2018 ha acquisito l’U.N. RoRo, compagnia di navigazione turca specializzata nei traghetti; aveva poi siglato un’intesa con la Ekol Logistics, una società turca di semirimorchi. L’obiettivo successivo era di acquisire la società terminalista Europa Multipupose Terminal (Emt) per poter “sbarcare” anche sul Molo VI. Proprio l’Emt però a sua volta è controllata dalla Yalova Ro-Ro che dipende strettamente da quella Ekol con la quale la DFDS ha già un’intesa. Si può allora comprendere come le Autorità Antitrust turche fossero preoccupate per quest’intreccio di relazioni commerciali e poteri; intreccio che ha richiesto, da Ankara, un’ulteriore pausa di sei mesi, al cui termine DFDS riceverà o meno le autorizzazioni necessarie.

La questione, l’estate scorsa, era stata sollevata dal giornale specializzato Shipping Italy; oggi invece il rinnovato interesse di DFDS viene segnalato da Il Piccolo, sebbene senza sostanziali novità. Rispetto al 2020 l’ad Toben Carlsen ha dichiarato di essere interessato anche a FREEeste, essenzialmente per il regime di porto franco.
Nel caso di un diniego delle autorità antitrust turche, DFDS dirotterebbe parte dei traffici verso la nuova Piattaforma Logistica, la cui gestione “amburghese” riscuote l’approvazione dei fratelli danesi.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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