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domenica, 2 Ottobre 2022

#TANMotori: La leggendaria Ferrari del Commissario Spatafora

3.5.2020 – 14:00 – Ritorna, come ogni Domenica, il nostro appuntamento con #TANMotori, la rubrica di Trieste All News dedicata al mondo dell’automobilismo di ieri, oggi e domani. Nella puntata odierna vi parleremo di una vettura leggendaria, sconosciuta ai più, di proprietà di un collezionista bergamasco, ma attualmente in vendita presso un nota agenzia di compravendita di auto d’epoca di prestigio. Stiamo parlando della Ferrari 250 GTE 2+2 del 1962, della Polizia di Stato. Ok, molti di voi non ci crederanno ma la nostra Polizia, già negli anni ‘60, si era dotata di una supercar per inseguimenti ad altissima velocità; nulla a che vedere con le attuali Lamborghini Gallardo e Huracàn in dotazione alla Polizia Stradale, adibite per lo più al trasporto urgente di organi tra un ospedale ed un altro.

La storia:

Nel 1962, durante una cerimonia di premiazione presso gli uffici della Squadra Mobile di Roma, la quale aveva ottenuto un importante successo catturando una spietata banda vicina alla criminalità organizzata della capitale, l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi chiese agli agenti che cosa avessero voluto come regalo. Uno di loro, con tono scherzoso rispose: ‘’Una Ferrari signor Presidente!’’. Gronchi non se lo fece ripetere due volte e nei giorni seguenti, contattò telefonicamente il commendator Enzo Ferrari, consapevole dellla sua generosità d’animo e del suo interessamento nel ricercare importanti occasioni di marketing come questa. Fu così che nel Novembre di quell’anno, Ferrari realizzò per la Polizia di Stato due esemplari di Ferrari 250 Gran Turismo Evoluzione; un’esclusivo modello con carrozzeria coupè, equipaggiato con il poderoso motore V12 erogante 240 cavalli (una potenza davvero estrema per l’epoca). Purtroppo, il giorno del collaudo, uno dei due esemplari finì fuoristrada ed il pilota morì nell’incidente. Enzo Ferrari, che era un grande scaramantico, optò per la demolizione del veicolo, consegnando al Ministero una sola vettura, quella con telaio 3999.

Prima di farla entrare ufficialmente in servizio, Enzo Ferrari organizzò, per un elitè sceltissima di agenti, un corso di guida per introdurre loro le caratteristiche peculiari della sportivissima vettura. Sul Circuito di Fiorano (celebre tracciato aziendale della Casa del cavallino rampante), il Maresciallo Armando Spatafora realizzò un tempo sul giro di assoluto rispetto, molto simile a quello conseguito dai piloti di formula 1 nel corso dei collaudi delle monoposto da gara. Ferrari rimase sbalordito tanto da chiedergli se fosse interessato a gareggiare per lui in maniera sporadica in alcune competizioni per gentleman driver. Spatafora, maresciallo e uomo tutto d’un pezzo, ringraziò il drake e rifiutò l’offerta. ‘’La ringrazio commendatore, ma io sono solo un poliziotto e il mio compito è guidare auto della Polizia’’ – commentò il Commissario. In ogni caso, l’esclusiva pantera, sarà assegnata proprio a lui (sono davvero pochi gli agenti che hanno potuto guidarla durante un servizio). Per sei anni, la Ferrari della Polizia fu la regina delle volanti capitoline, tant’è che alcuni malviventi iniziarono ad avvisare i commissariati di trovarsi in zona, semplicemente per fare a gara con essa. Riuscire a fuggire dalla Ferrari della Polizia, per molti criminali, era diventato un vero e proprio motivo d’orgoglio. Vederla arrivare sul posto metteva sempre in soggezione chiunque non avesse proprio la coscienza a posto, complice la sua livrea completamente nera e lo stemma della pantera sulle fiancate. Nacque anche un detto popolare il quale recitava: ‘’Se vai in giro a tarda sera, occhio sempre alla pantera. Ma se esci a tarda ora occhio, amico, a Spatafora!’’.

Nonostante i peggiori criminali e pirati della strada di allora utilizzassero potenti auto da rapina come le Alfa Romeo Giulia o le BMW 1500, Spatafora inizò a catturarne a dozzine; fu così che la malavita iniziò a pensarci due volte prima di prendersi gioco della Polizia.

Ma ci fu uno, che nonostante ciò, non volle dimostrarsi pavido davanti ai suoi scagnozzi. Stiamo parlando de ‘’Il marsigliese’’ un boss della mala romana, il quale, nel 1964, durante una fuga a bordo della sua Citroen DS (nota per la qualità delle sue sospensioni idro pneumatiche), provò a gabbare il Commissario Spatafora scendendo con l’auto per la scalinata di ‘’Trinità dei Monti’’. Nonostante ciò, il Commissario non si arrese e con la sua Ferrari 250 GTE si calò anch’esso giù dalla scala catturandolo in ‘’Piazza di Spagna’’. Oggi, nel sotto scocca della vettura, sono ancora visibili alcuni segni della strabiliante impresa.

La Ferrari della Polizia rimrrà in servizio fino al 1968; poi, nel 1972, fu messa all’asta dal Ministero e acquistata da un privato lombardo. Curata e ‘’coccolata’’ dalla stessa famiglia fino ad oggi, all’inizio del 2020, la vettura è stata messa sul mercato dell’usato con prezzo su richiesta. Il valore di una normale Ferrari 250 GTE viaggia dai 350 ai 400 mila euro per un esemplare in perfetto stato di conservazione e/o restauro. Siamo certi che l’esemplare appartenuto a Spatafora, grazie alla sua storia unica, ne varrà molti di più, raggiungendo, con molta probabilità, la soglia del mezzo milione di euro.

Fotogallery:

 

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