Processionaria e zanzara tigre: cosa fare per prevenirne la diffusione

04.05.2021 – 8.20 – Con l’arrivo della primavera, le larve della processionaria, lepidottero presente nel territorio carsico, raggiungono la maturità e abbandonano definitivamente il caratteristico nido, dirigendosi nelle tipiche “processioni” verso il suolo in file lunghe anche vari metri. La loro presenza sul territorio dura non più di un paio di mesi, tant’è che con l’estate sono pressoché non individuabili, ma in caso di avvistamento di larve o di nidi di processionaria in zone pubbliche, si raccomanda di avvisare gli organi competenti (autorità comunali, Verde Pubblico, Ufficio Anagrafe Canina del Comune di Trieste, Osservatorio per le Malattie delle Piante di Trieste).
In caso di proprietà privata, sarà il proprietario a doversi occupare del trattamento dell’area, facendo attenzione a coprire ogni parte del corpo al fine di evitare il contatto con i peli urticanti, molto fini e facilmente trasportabili dall’aria. È assolutamente necessario evitare il contatto poiché i peli urticanti possono causare dermatiti, reazioni allergiche, infiammazione delle vie respiratorie superiori, irritazioni cutanee, asma e congiuntiviti sia sull’uomo che sugli animali, in particolare per cani e gatti che, annusando il terreno, potrebbero inalare o ingerire i peli comportando nell’animale gravi complicazioni.
In caso di contatto con i peli urticanti Asugi consiglia di non grattare le zone del corpo contaminate, se si manifestassero dermatiti o congiuntiviti, risciacquare abbondantemente la zona interessata. Se dovessero presentarsi problemi generalizzati, andare subito in ospedale e lavare gli abiti ad almeno 60°.


Con la bella stagione si registra anche la proliferazione di un secondo insetto, la zanzara tigre: la sua presenza è legata alla capacità di utilizzare come focolai larvali una grande varietà di piccole raccolte d’acqua dolce che si formano in contenitori di varia natura derivanti dalle attività umane, quali sottovasi, secchi, ciotole, vasi di coccio, fusti, bottiglie rotte e soprattutto copertoni d’auto lasciati all’aperto. Nell’area Giuliano Isontina ed in particolare modo a Trieste, sono tre le specie di zanzara individuate: Aedes koreicus, Aedes japonicus, Aedes albopictus.
Otre alle precauzioni prese dall’azienda sanitaria e dalla regione è necessario che ogni singolo cittadino faccia la propria parte, evitando di lasciare piccoli contenitori pieni d’acqua negli spazi esterni, pulendoli accuratamente una volta a settimana, quelli inamovibili, invece, quali vasche in cemento, bidoni e fusti per irrigazione degli orti, vanno coperti con reti o zanzariere. Nelle fontane è fortemente consigliato introdurre pesci larvivori come pesci rossi o gambusie. Infine, per combattere la diffusione della zanzara tigre è possibile trattare con prodotti larvicidi, acquistabili presso farmacie e le “agrarie” tutti i ristagni d’acqua che non si possono svuotare.

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