Fipe-Confcommercio richiede l’intervento del MISE per il consumo al banco

30.04.2021 – 14.30 – Caos interpretativo riguardo il divieto di consumazione al banco per gli esercizi che forniscono servizio di bar e ristorazione. Il divieto inserito nel dpcm 2 marzo, che impediva la consumazione al bancone, sembrava negli scorsi giorni confermato da una circolare del Ministero degli Interni che integrava l’art.4 del d.l. 22 aprile, poi smentita dallo stesso Ministero. Confcommercio Fipe ha spiegato in una nota che “il consumo al banco, regolato dai protocolli su distanziamento e capienza degli esercizi, permette in molti casi di snellire il servizio evitando assembramenti all’esterno ed è l’unica modalità rimasta di servizio per numerosissime attività che non dispongono di spazi esterni”. Fipe pone in particolare modo l’attenzione sull’importanza di “regole chiare e sensate per garantire l’ordine pubblico e la legalità, vi è anche un tema non secondario di sopravvivenza delle imprese”.
Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe Confcommercio, ha dichiarato che secondo l’interpretazione del Ministero dell’Interno “per il bar, al 26 aprile, le misure restrittive sono addirittura peggiori di quelle che per mesi hanno adottato in zona gialla, perfino quando di vaccini non c’era traccia”. Ha spiegato come le imprese abbiano pagato a carissimo prezzo le chiusure e ha per questo annunciato che “chiediamo al più presto un intervento del MISE.”
La circolare del Ministero diffusa il giorno 24 aprile prevede per le attività dei servizi di ristorazione “relativamente agli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande” che “il servizio al banco rimarrà possibile in presenza di strutture che consentano la consumazione all’aperto”. Riguardo l’interpretazione della circolare, la Questura di Trieste, ha confermato che sul servizio al banco ed in particolare modo sulla “consumazione in piedi non è stata ancora data interpretazione precisa, noi ci rimettiamo a quello che c’è scritto nella circolare. Non parlando la circolare di consumazione in piedi, bensì di consumazione all’aperto, questa deve ovviamente avvenire secondo le modalità già descritte dai precedenti dpcm”.

mb.r

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