Human Rights, Sara Gama: “Ogni momento è buono per garantire diritti alle persone che non ne hanno”

28.03.2021 – 08:00 – Nella giornata di ieri, Sara Gama, calciatrice triestina capitana della Nazionale Italiana Femminile di Calcio e della Juventus Women ha compiuto il suo trentaduesimo compleanno e, per l’occasione, sono stati diversi i siti web del settore che hanno celebrato la ricorrenza, senza considerare quelli dei maggiori quotidiani sportivi nazionali come Gazzetta dello Sport e TuttoSport o delle principali agenzie di stampa italiane. Alla vigilia del genitliaco, inoltre, la numero 3 bianconera è stata ospite del programma televisivo “Propaganda Live” dell’emittente televisiva LA7, per parlare di lei, della sua storia, dei suoi progetti, del calcio femminile e dei diritti delle calciatrici per i quali quotidianamente si batte da tempo, dichiarando che: Sono un simbolo da quando sono diventata un personaggio pubblico ma non sono diventata vicepresidente di Assocalciatori solo per questo motivo. Ci sono arrivata con un lungo percorso naturale. Da circa 9 anni mi impegno per migliorare la quotidianità delle calciatrici, mi sono impegnata e ho ottenuto dei risultati. Va bene essere simboli ma l’importante è che ci sia anche della sostanza dietro”.

L’8 Marzo 2018, la celebre casa produttrice di giocattoli Mattel aveva inserito Sara Gama nella collezione “Shero” dedicandole una bambola della storica serie Barbie (ne abbiamo parlato qui). Il 4 Maggio 2020, è stata invece inserita nella Hall of Fame dal calcio italiano (ne abbiamo parlato qui).

L’esperienza del Mondiale 2018 e le conseguenze della pandemia:

Parlando del Mondiale di Francia 2018, torneo che ha consacrato definitivamente il calcio femminile in Europa (e soprattutto in Italia) e dell’ultimo anno funestato dall’avvento del Covid-19, Gama ha dichiarato che:La pandemia è caduta in un momento in cui stavamo trovando slancio come movimento, ma non ha bloccato la nostra crescita che è iniziata nel 2015 quando sono arrivate due norme importanti che hanno permesso l’ingresso dei club maschili nel calcio femminile e il tesseramento delle bambine nei settori giovanili“.

Il Mondiale è stato una conseguenza di questi passi avanti e poi c’è stata la convergenza della mancata qualificazione degli uomini che ha portato maggiore attenzione su di noi. Sapevamo che era un’occasione unica e l’abbiamo sfruttata. Abbiamo fatto entusiasmare il pubblico con la rocambolesca vittoria contro l’Australia e poi con un cammino entusiasmante. Il calcio femminile in Italia sta crescendo e noi continuiamo a lavorare per questo”.

Diritti degli sportivi e diritti umani:

Alla domanda del conduttore Diego Bianchi “Cosa pensa dello Ius Soli e del fatto che molti dicano che al momento ci sono altre priorità”, la calciatrice triestina ha risposto che: “Questa è una frase molto inflazionata, ma faccio fatica a ricordare un momento in cui non c’è un problema per il quale si rimanda al futuro il discorso sui diritti. Siano essi quelli relativi alla cittadinanza o ai diritti degli sportivi e delle sportive”.

“Ora la questione dello Ius Soli è tornata fuori e l’argomento va affrontato perché la società cambia e bisogna starle al passo. Che poi sia Ius Soli, Ius Culture o altro non sta a me, che faccio un altro lavoro, decidere. Credo che ogni momento sia un buon momento per garantire diritti alle persone che non ne hanno”.

Ultime notizie

Dello stesso autore