07.08.2020 – 08.20 – A Lignano Sabbiadoro è stato aperto il “Diva Hotel“, dell’imprenditrice friulana Nicoletta Fazzolari, un albergo a quattro stelle, dove gli Under 18 non sono ammessi. La struttura è stata concepita “Per una clientela senza bambini, che ama la riservatezza e l’esclusività, che vuole fuggire dallo stress quotidiano e ritrovare il proprio equilibrio”.
Il settore delle strutture “Adults only” a livello globale è in continua crescita, infatti, il sito
tedesco Urlaub ohne Kinder – letteralmente vacanze senza bambini – conta 1417 alberghi in tutto il mondo con tale caratteristica, dei quali 920 sono sul continente europeo e 53 nel nostro paese. Tuttavia, va sottolineato che, nonostante la nicchia del child free si stia
allargando anche in Italia, sussistono dei dubbi se sia possibile per il gestore di un hotel o
un ristorante restringere l’accesso alla propria attività discriminando sulla base dell’età.
Infatti, l’interpretazione della normativa in merito non è sempre omogenea.
I clienti di queste strutture, stando a Ihcs Hotel Consulting, sono di un’età compresa fra i 30 e i 50 anni e includono anche molti genitori, desiderosi di qualche giorno di relax lontani non solo dai propri bambini, ma anche da quelli altrui. Tanto variegata è la clientela, tanto è variegata l’offerta, infatti, sebbene le strutture childfree siano nate in Spagna tra le file dei ristoranti degli hotel e di lusso, oramai si trovano in ogni fascia dell’ospitalità, dai b&b agli agriturismi.
Inoltre, variano anche le limitazioni in merito all’età degli ospiti, si va da strutture che
bloccano l’accesso ai bambini con meno di dieci anni, sino a quelle che impediscono l’ingresso ai giovani di 18 o 21 anni. Ad esempio, in Spagna, i resort della catena di lusso
Sandals accettano solo maggiorenni, così come La Villa del Re in Sardegna. Diversamente,
sempre nella penisola iberica, gli hotel Iberostar ospitano unicamente clienti over 14. Limiti
che però impallidiscono se messi a confronto con Firhall, un paese della Scozia, da dove sono
banditi tutti gli under-45.
Le ragioni per l’esclusione della clientela più giovane variano dalla presa di coscienza che l’offerta di servizi per le persone senza figli mal si conciliava con quella delle famiglie, agli spazi ristretti e difficili da adattare alla presenza di bambini, alla difficoltà incontrate da alcuni alberghi che si occupano di trattamenti benessere e curativi, a conciliare la necessaria quiete con la presenza spesso sanamente esuberante dei bambini e, infine, vi sono casi, come Temptation Holidays o Uniquely Adult, che offrono soggiorni e crociere forse un po’ troppo piccanti per chi ha meno di ventun anni.
Inoltre l’offerta child free si sta espandendo in quell’ambito del trasporto passeggeri dove la presenza di bambini, specie quelli molto piccoli, è forse la più temuta: gli aerei.
Infatti, esistono voli “childfree”, come quelli per Creta e Gran Canaria organizzati dalla
compagnia inglese Thomas Cook Airlines, per lo più diretti verso villaggi e hotel che
condividono la stessa filosofia. Vi sono poi casi come quelli della Malaysia Airlines che non
solo ha introdotto zone child free in Economy, ma ha anche riservato ai soli adulti la prima
classe dei suoi voli. In aggiunta la Scoot Airlines e la IndiGo offrono all’interno di alcuni dei
loro areoplani delle silence zone, che sono interdette agli under 12.
Insomma, per chi volesse rilassarsi o divertirsi in questa calda estate, senza la presenza
esuberante dei bambini, c’è ormai solo l’imbarazzo della scelta, in un settore, come quello del turismo, sempre più variegato e su misura del cliente.
a.z


