Sara Gama, la calciatrice triestina eletta vicepresidente AIC, giornata storica per il calcio italiano

1.12.2020 – 08:00 – Decretati ufficialmente, in seguito alle votazioni interne, i membri del nuovo consiglio direttivo dell’AIC – Associazione Italiana Calciatori, organizzazione sindacale di tutela e assistenza dei giocatori militanti nei principali campionati italiani di calcio. L’Assemblea Generale ha nominato Presidente per i prossimi quattro anni l’ex centrocampista di Sampdoria e Rimini, Umberto Calcagno. Succederà all’ex romanista, Damiano Tommasi. “Dopo esser stato calciatore e aver vissuto tanti anni nell’AIC, questo è il coronamento di un sogno”, ha dichiarato Calcagno ai microfoni di SkySport.

Ma non è tutto, il suo vice, infatti, sarà la calciatrice triestina Sara Gama, la quale, dopo essere entrata nella ”Hall of Fame” del calcio italiano nello scorso Febbraio, sarà la prima donna nella storia a ricoprire un ruolo di vertice all’interno dei quadri di Assocalciatori.

Eletto vicepresidente vicario, invece, Davide Biondini, ex giocatore di Cesena, Cagliari e Sassuolo.

Il nuovo consiglio direttivo:

In ordine alfabetico: Francesco Acerbi, Federico Agliardi, Carlo Alessandri, Emil Audero, Giacomo Bindi, Davide Biondini, Leonardo Bonucci, Umberto Calcagno, Michele Cavion, Daniel Ciofani, Angelo D’Angelo, Lorenzo De Silvestri, Gianluigi Donnarumma, Giuseppe Dossena, Felice Evacuo, Sara Gama, Elia Legati, Rolando Mandragora, Federico Marchetti, Alice Parisi, Marco Parolo, Marco Piccinni, Fabio Pisacane, Alberto Pomini, Andrea Ranocchia e Sergio Romano.

Sara Gama nella storia:

Quella di Sara Gama come vicepresidente sarà una nomina che non sarà solo di facciata in quanto la triestina è da tempo impegnata in prima linea nella lotta per per i diritti delle calciatrici. Da tempo uno dei volti più noti e attivi del movimento femminile, quello di Sara è un personaggio ormai di caratura internazionale; nel 2017, infatti, la celebre casa americana produttrice di giocattoli ”Mattel” le ha dedicato addirittura una bambola della linea Barbie. Sara Gama, è il simbolo italiano di quell’altra faccia del calcio, quel calcio pulito che sta lentamente (ma neanche troppo, ndr) uscendo dall’ombra e che quotidianamente chiede, a ragione, parità di trattamento per le atlete in vista del passaggio al professionismo previsto per l’annata 2022/23.

Professionismo all’orizzonte:

Quando l’avevamo incontrata in occasione dell’incontro Tavagnacco-Juventus, tenutosi presso lo Stadio Nereo Rocco di Trieste, Gama aveva dichiarato di essere costantemente al lavoro per riuscire a far raggiungere a se stessa e alle proprie colleghe lo status di atleta professionista ma che il percorso da compiere per giungere a tale risultato era ancora molto lungo e in salita. Oggi, grazie agli ottimi risultati ottenuti dalla Nazionale di Calcio Femminile Italiana tanto al Mondiale di Francia 2019 quanto nella fase a gironi delle qualificazioni per UEFA Women Euro 2022, la massima categoria del calcio femminile italiano (Serie A Tim Vision, ndr), diventerà finalmente professionista.

La decisione è stata comunicata nella scorsa settimana dal Presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, il quale ha posto le basi affinché le squadre di Serie A Femminile possano diventare gradualmente professioniste nell’arco di due anni, allineandosi ai più prestigiosi e seguiti campionati in rosa del resto del mondo.

La professionalizzazione delle calciatrici italiane, rinviata per anni e anni, per (ingiusto, ndr) mancato interesse delle istituzioni (ma anche di sponsor e pubblico, ndr) verso la categoria, grazie alla nuova legge entrerà nella storia, andando a correggere una volta per tutte un errore concettuale che vede il calcio femminile meno importante di quello maschile a prescindere. Il raggiungimento del professionismo della Serie A Femminile, inoltre, aprirà le porte del calcio italiano verso nuove frontiere e verso un nuovo mercato che, viste le premesse dell’ultimo biennio, potrebbe diventare enorme e fruttuoso in breve tempo.