Scuola, Consulta degli studenti: “Manca dialogo tra istituzioni studentesche e politiche”

28.01.2021 – 07.00 – Gli studenti di sette istituti superiori della provincia di Trieste, due giorni fa, non si sono presentati a scuola: una forma di protesta pacifica, in linea con le norme di sicurezza, per manifestare contro il rientro considerato “non in sicurezza”, che avverrà lunedì della prossima settimana. I rappresentanti dei vari plessi, dopo essersi consultati, hanno deciso di redigere un documento, contenente tre punti principali, da inviare agli organi competenti, il presidente della regione Massimiliano Fedriga, il sindaco Roberto Dipiazza ed il commissario della Regione Paolo Viola.
Gli aspetti su cui insistono gli studenti sono, nel dettaglio, un piano di trasporto pubblico che permetta spostamenti totalmente in sicurezza, deciso dalla prefettura e inviato alle singole scuole, con precisione meticolosa riguardante orari, linee, capienza e percorsi ed una maggiore attenzione negli scaglionamenti orari e lo sgombero delle aree adiacenti alle sedi, in modo da non creare inutili assembramenti durante ingressi ed uscite dei ragazzi. Ma, soprattutto, l’esigenza di ascoltare l’opinione degli studenti stessi, quando le decisioni da essere prese devono riguardare loro: propongono, nella fattispecie, di far sedere al tavolo col Prefetto il Presidente della Consulta (ndr., la Consulta provinciale degli Studenti o CpS è un organismo istituzionale riconosciuto dal Ministero, composta da due studenti per ogni istituto).

Gabriel Catalini, presidente della Consulta provinciale di Trieste e rappresentante dell’Istituto “Carducci – Dante”, spiega i punti salienti e le criticità riscontrate in questo periodo di lavoro: “La nostra volontà sarebbe quella di iniziare ad avere un dialogo col prefetto e con gli organi competenti – sia per la questione CoVid che, in generale, per le questioni future. E’ emerso, nella situazione attuale, la mancanza di dialogo che c’è tra le istituzioni studentesche e quelle politiche, in materia scolastica: come dovrebbe essere normale nel prendere decisioni, è importante ascoltare il punto di vista di tutte le parti, per giungere ad una soluzione in cui l’opinione di tutti è stata espressa. Come i docenti ed il personale ATA, altre categorie rimaste inascoltate durante questa pandemia, utilizzano i sindacati per far ascoltare la nostra voce, anche noi studenti vorremmo avere la possibilità di dialogare con chi di competenza. In questo momento, insieme alle altre Consulte provinciali della regione, ci stiamo impegnando perché questo possa succedere: dovrebbe essere automatico, ma così non è, quindi, come il governo ha ascoltato l’opinione di tutte le province, vorremmo che anche la Regione possa instaurare con noi un dialogo funzionale e continuativo”.

La CpS si è rivelata molto attiva fin dalla ripresa dell’anno scolastico, garantendo la comunicazione tra gli studenti e gli organi collegiali, non solo in materia di scelte CoVid: pregevole, infatti, sono stati i frequenti sondaggi informativi somministrati agli studenti per la comprensione e la risoluzione delle problematiche, nonché l’elaborazione di un documento da inviare, simultaneamente con le altre Consulte d’Italia, direttamente al Ministero dell’Istruzione per incentivare la discussione sull’Esame di Maturità per quest’anno scolastico.

i.m

 

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