Pittura, in mostra i dettagli di vita di Barbara Stefani

ARTE Fino al 23 giugno all’Hotel Vis a Vis la personale dell’artista triestina ispirata all’opera di  Edward Hopper

10.6.2012 | 15.01 – Prosegue fino al 23 giugno all’Hotel Vis a Vis in Piazza dello Squero, la nuova mostra di Barbara Stefani dal titolo “Dettagli/Details“, visibile fino al 23 giugno con ingresso gratuito.

Si tratta di un progetto innovativo di Barbara Stefani che propone una serie di installazioni pittoriche rielaborate da Soir Bleu, un dipinto del celebre pittore statunitense Edward Hopper. Per questo progetto, l’artista ha scelto di lavorare, come già fatto in passato per la mostra “Troppo vicini, troppo lontani?”, su sette scatole di cartone firmate, trasformandoli da oggetti trovati a realtà funzionali che ospitano dettagli – e non frammenti – elementi e fotogrammi del quadro di Hopper, attraverso linee e accesi cromatismi.

Grazie alla costante presenza e alla cura meticolosa di Paolo Cervi Kervischer, maestro e guida della giovane pittrice, il progetto ha ottenuto forma e sostanza attraverso un lavoro di introspezione psicologica insita all’interno di ogni quadro, nel tentativo riuscito di trasmettere l’idea di un tempo, quello dell’attesa, il tempo come protagonista di tutta l’opera di Barbara Stefani, un tempo che diventa sovrapposizione di altri tempi: passato, presente e futuro.

La volontà dell’artista, in questo lavoro e in tutti i precedenti, è di trasformare il tempo in memoria: partendo dalla società, da pezzi di giornale, da cronache, immagini e notizie, si sente spesso nominare il termine “frammentarietà”, in riferimento al sociale, al privato, al pubblico e al singolo, ma non sempre si intende la reale consistenza della parole in sé. Dove vanno a finire tutti questi frammenti? Che cosa diventano?

Da qui nasce l’idea originalissima di Barbara Stefani, laureata alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Trieste, di dare vita e autenticità al tempo della memoria: il riciclo di scatole usate è un riferimento a cose già guardate e poi rivisitate, in modo da poter memorizzarle per poi ritrasferirle nello specifico di una realtà, facendole permanere grazie alla loro funzionalità.

Questo avviene anche attraverso la rilettura personalizzata dell’opera di Hopper, come omaggio al grande artista, divenuto parte integrante dell’io intimo, introspettivo e narrativo di Barbara Stefani.

Per trasmettere un concetto di frammentarietà, Barbara sceglie di convertire il termine da frammento a dettaglio, distribuendo nelle sue opere ritagli dell’opera di Hopper, rivisti in chiave narrativa, quella di Barbara Stefani, che silenziosamente mette in luce l’autenticità di ogni singolo sprazzo di vita, donandogli memoria e quindi dignità d’esistere, attraverso il linguaggio della pittura. Per maggiori informazioni: www.barbara-stefani.tumblr.comwww.gruppo78.it

Francesca Schillaci 

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