22 luglio 2026 – ore 18:00 – Prosegue alle Scuderie del Castello di Miramare il ciclo di workshop dedicati agli usi e ai costumi dell’antico Egitto, organizzato nell’ambito della mostra “Una sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”, visitabile fino al 1° novembre. Il prossimo appuntamento è in programma domenica 26 luglio, dalle 11 alle 12.30, con il laboratorio “La mummificazione e l’aldilà”, curato dall’egittologa Susanna Moser. L’iniziativa offrirà ai partecipanti l’opportunità di approfondire uno degli aspetti più noti della civiltà egizia, attraverso un percorso che illustrerà il significato religioso della mummificazione, le tecniche di imbalsamazione e il ruolo degli antichi imbalsamatori. Il laboratorio prevede anche un’attività pratica: i partecipanti potranno cimentarsi nella realizzazione di una mini mummia, bendandola e decorandola con amuleti e gioielli, per sperimentare in prima persona alcuni elementi della tradizione funeraria dell’antico Egitto. L’attività è aperta a tutti, anche se il Museo di Miramare raccomanda particolare cautela alle persone più sensibili, considerati gli argomenti trattati.
Gli incontri si svolgono ogni quarta domenica del mese e sono rivolti ad adulti e famiglie con bambini dai 10 anni in su. La partecipazione è gratuita con l’acquisto del biglietto d’ingresso ridotto alla mostra, al costo di 10 euro, salvo eventuali riduzioni o gratuità previste. I posti disponibili sono limitati ed è obbligatoria la prenotazione inviando una mail all’indirizzo [email protected]. La conferma della partecipazione sarà comunicata dal Museo. Il ritrovo è previsto presso la biglietteria delle Scuderie del Castello di Miramare dieci minuti prima dell’inizio dell’attività. Il calendario proseguirà con altri tre appuntamenti: 30 agosto, dedicato alla musica nell’antico Egitto; 27 settembre, incentrato sulla cultura del cibo e dell’alimentazione; e 25 ottobre, con un viaggio tra le principali collezioni egizie conservate nei grandi musei del mondo.
Articolo di Francesco Antonucci


