23.09.2020 – 08.52 – Prosegue alle sue ultime tappe la tragica vicenda del crack delle Coop operaie di Trieste; a fare il punto sulla questione l’avvocato Maurizio Consoli, intervistato dal Tgr Fvg, e citato a sua volta dall’Ansa. Il liquidatore fallimentare delle Coop ha svelato che “Il patrimonio c’era non è mai stato un problema, era la gestione corrente che non funzionava continuando ad accumulare debiti e il sistema ad un certo punto è saltato”.
Un problema di vecchia data, perché già “nel 2010 si erano manifestate le prime crepe e che già nel 2011 urgeva un nuovo piano industriale”. Nel 2011 fece ingresso in prova il manager Bonzani, il quale aveva capito subito che il problema consisteva nel controllo della gestione e individuato un percorso di risanamento. Ma a Bonzani, ha riferito Consoli, non venne rinnovato il contratto.
La (s)vendita dei beni immobili, intanto, prosegue: è andata a buon fine la vendita di un immobile a Fiume/Rijeka, in Croazia, assieme ad altri in città per 4 milioni, mentre rimane all’asta il magazzino e il centro direzionale di via Caboto.


