“Studenti in Aula”: dai banchi di scuola ai banchi del Consiglio regionale

13.06.2020 – 15.40 – Si chiama “Studenti in Aula” il progetto nato da un protocollo sottoscritto tra il Consiglio regionale e l’Ufficio scolastico del Friuli Venezia Giulia, curato dall’Ufficio di Gabinetto del Consiglio, che ha visto una decina di studenti delle classi V delle scuole secondarie di II grado del territorio, rispettivamente per quattro Consulte provinciali, impegnati in una simulazione di una vera e propria seduta di Consiglio regionale, avvenuta quest’anno in modalità telematica.
I ragazzi per l’occasione hanno elaborato tre mozioni e una proposta di legge, frutto di un lavoro seguito dall’Ufficio di Gabinetto del Consiglio che ha affiancato gli studenti nella fase preparatoria, attraverso “momenti di incontro – sempre in vita telematica” ha spiegato il Capo di Gabinetto, Fanny Codarinfinalizzati alla formazione dei ragazzi, a spiegare loro come si redige una proposta di legge piuttosto che un ordine del giorno, una mozione, una interrogazione o una interpellanza, senza dimenticare nozioni di inquadramento giuridico e organizzativo dell’ente”.

Nello specifico gli elaborati riguardano la creazione in forma sperimentale, di gruppi di protezione civile all’interno delle scuole superiori di II grado della Regione Friuli Venezia Giulia; favorire la creazione delle Case dell’acqua nelle scuole; introdurre profili di storia e geopolitica locali nelle azioni previste per il rafforzamento dell’offerta formativa; necessità di migliorare la digitalizzazione scolastica, anche a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19; modifiche alla legge regionale 13/2018 in materia di diritto allo studio e offerta formativa, quanto a un’estensione dell’uso dei libri di testo in comodato al triennio finale del percorso scolastico di II grado.

“Si tratta di elaborati assolutamente meritevoli di attenzione” ha detto agli studenti il presidente del Consiglio, Piero Mauro Zanin, seguendo la fase finale dell’iter legislativo. “Sono molto soddisfatto dei risultati, della loro qualità e soprattutto della serietà con cui avete affrontato questa prova, di come avete saputo lavorare in maniera sinergica nonostante foste gruppi eterogenei, senza alcun campanilismo. Il mio auspicio” ha concluso “è che almeno uno di voi si sia appassionato durante questa simulazione e che decida, un giorno, di sedersi ai banchi dell’Aula per lavorare per il bene comune e non pensare solo al bene personale“.

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