Riforma campionati, possibile Serie B a 40 squadre dal 2021/2022?

01.06.2020 – Mentre pare ormai deciso che il campionato di Serie C debba riprendere con la disputa dei playoff per stabilire la quarta promozione in Serie B (sebbene l’ultima parola spetti al Consiglio Federale del prossimo 4 giugno), si continua anche a discutere sulla ormai indifferibile riforma dei campionati di calcio che renda più sostenibili i costi della Serie C. Riforma dei campionati che, in ogni caso, entrerebbe in vigore solo dalla stagione 2021/2022.

Negli ultimi mesi sono state lanciate e discusse diverse idee, che di fatto sono comunque rimaste tali: nei diversi incontri, sia dell’Assemblea della Lega Pro che del Consiglio Federale della FIGC si è stabilita l’indifferibilità di una riforma dei campionati di terza serie, che tuttavia non è stata ancora definita, anzi, nemmeno abbozzata, nelle linee guida e nei principi da seguire. Negli scorsi mesi, infatti, si è discusso principalmente sulla necessità di proseguire o meno la stagione, senza discutere però delle eventuali modalità attraverso cui farlo (e a tutt’oggi, almeno per quanto riguarda la Serie C, permane ancora incertezza in tal senso) né tantomeno delle modifiche al format dei campionati.

Riforma campionati: B a 40 squadre o C “d’élite” le proposte sul tavolo

In ogni caso, le idee sulla riforma dei campionati che hanno avuto maggior successo sono due ed entrambe prevedono che il campionato di Serie C non sia più riconosciuto come campionato professionistico. In tal modo, infatti, per la maggioranza delle società che hanno problemi di conti vi sarebbero dei costi di gestione minori, più facili da sostenere per la maggior parte delle società anche in assenza di introiti importanti come quelli garantiti dai diritti tv. Questa revoca dello status di professionista alle società che compongono l’attuale Lega Pro non dovrebbe però penalizzare quelle società le cui finanza sono invece in grado di gestire le spese derivanti dall’essere società professionistiche.

È in questa direzione che vanno le due principali correnti per la riforma dei campionati: la prima prevede una riforma che coinvolga anche la Serie B, che verrebbe allargata a quaranta società divise in due gironi, con identica formula che caratterizzerebbe anche la Serie C. La seconda idea riguarda invece una scissione della Serie C in una Serie C “d’élite” composta da venti società professionistiche, mentre le altre quaranta società verrebbero divise in due gironi formando una categoria semiprofessionistica, sul modello passato di Serie C1 e Serie C2. Il filo conduttore che lega entrambe le correnti è quello della riduzione del numero dei club professionistici dagli attuali cento a sessanta.

Quello che è certo è che bisogna sbrigarsi a decidere quale strada seguire e come metterla in pratica: questi mesi di stop forzato dello sport sarebbero potuti essere impiegati in tal senso, invece che per liti e scontri di potere tra i vari protagonisti del pallone italiano. Il rischio è quello di iniziare la prossima stagione, che dovrà essere l’ultima con l’attuale format, senza aver ancora deciso le modalità di transizione al nuovo modello, dovendo così aggiustare i criteri di promozioni e retrocessioni in corso d’opera, con tutto quello che ne conseguirebbe: litigi, accuse, ricorsi e verdetti giudiziari che protrarrebbero il proprio effetto anche nelle stagioni successive, con tutti i danni che ne deriverebbero.

Milanese a CitySport: per B a 40 squadre noi pronti

Il tema della riforma dei campionati è stato affrontato nel numero odierno di CitySport, testata sportiva triestina. Nell’editoriale di Roberto Urizio si legge che “Mauro Milanese aveva proposto la C Elite, così ovviamente avrebbe qualche beneficio in più per il quale vale la pena aspettare un anno”, ma allo stesso tempo la società alabardata (per una questione di conti, bacino di utenza, solidità finanziaria e storia del club, parametri che verrebbero tenuti in conto) sarebbe tra le principali candidate all’ammissione a una serie cadetta allargata. Questa soluzione accontenterebbe dunque anche l’amministratore unico dell’Unione, Mauro Milanese, che in un’intervista rilasciata proprio a Roberto Urizio per il numero odierno di City Sport ha spiegato come quella di una B estesa “sia la soluzione più intelligente e in grado di accontentare tutti”.

Il dirigente alabardato ha affermato anche che la Triestina sarebbe stata “nel novero delle squadre che avrebbero disputato l’eventuale Serie B allargata anche se si fosse deciso di partire dalla prossima stagione”, dal momento che secondo i criteri che dovrebbero essere impiegati per stabilire le eventuali ammesse alla nuova Serie B (“Oltre al risultato del campo, si dovrebbe tenere conto della solidità dei bilanci, dello stadio, dell’affluenza del pubblico, della storia della società” si legge nell’intervista di Milanese) l’Unione sarebbe sicuramente tra le principali pretendenti.

Il presente dice playoff: la situazione dell’Unione

Se la riforma dei campionati riguarda l’immediato futuro della Serie C (e quindi anche della Triestina), il presente vede gli alabardati prepararsi per disputare gli eventuali playoff (per i quali, in ogni caso, bisogna aspettare il pronunciamento della FIGC atteso in settimana). Playoff che, secondo la sezione del Friuli – Venezia Giulia di RaiNews dovrebbero iniziare il 28 giugno, con la formula a 28 partecipanti e tre fasi già prevista originariamente dal regolamento. Tuttavia, non è detto che tutte le squadre aventi diritto possano disputare gli spareggi promozione: la partecipazione passa infatti attraverso l’applicazione dei protocolli sanitari, che come è noto hanno dei costi che per molte società della terza serie non sono sostenibili. Questa situazione non riguarda, per fortuna, la Triestina: “Parliamo di una spesa non indifferente, che va oltre i cinquemila euro ogni quattro giorni, ma ci siamo organizzati e ai playoff ci saremo” spiega Milanese.

Su cosa succederà in caso di rinuncia non si sa ancora nulla: “Bisogna attendere le regole – spiega il dirigente alabardato – in particolare la possibilità di rinunciare senza incorrere in sanzioni.”. Anche sul completamento delle griglie dei playoff in caso di rinunce Milanese si è espresso: “L’importante è che la platea resti quella delle attuali qualificate, non pescare dalle undicesime in giù.”. La Triestina, in ogni caso, si farà trovare pronta: “Noi dovremmo partire con gli allenamenti collettivi domani, in questo modo avremmo sostanzialmente un mese per poter lavorare tutti insieme.”. La squadra in realtà si è allenata, in questi giorni, al “Grezar”, ma con sedute individuali o, al massimo, in piccolissimi gruppi. Tornare a lavorare al completo sarà quindi, per gli uomini agli ordini di Gautieri, una novità. Per quanto riguarda gli avversari degli alabardati in caso di playoff non si sa ancora molto, vista la difficoltà nello stilare la classifica per via del numero diverso di partite disputate dalle diverse società. Secondo il giornalista di CitySport Roberto Urizio l’ipotesi più probabile è che la Triestina affronti nel primo turno il Piacenza. Ma non c’è ancora certezza: è tutto in divenire, in attesa del Consiglio Federale che dovrà, finalmente, prendere una decisione.

Ultime notizie

Dello stesso autore