Gorizia, scoperto un neonato tra i 23 scheletri. Mistero sull’identità

29.05.2020 – 13.45 – Sono trascorsi sette giorni da quando le pale degli operai edili dissotterrarono, presso il Castello di Gorizia (via Franconia), i teschi di ventitré scheletri dalle origini ignote.
I lavori che avrebbero dovuto portare alla costruzione del nuovo ascensore, uno dei tanti “tasselli” nella rivalutazione del Castello, sono stati così bloccati, in attesa di comprendere da dove provengano i morti e in quali circostanze siano stati seppelliti.
Inizialmente gli specialisti avevano individuato sette scheletri, poi sedici; giungendo alla cifra attuale di ventitré. Il ritrovamento di una pipa austriaca aveva fatto ipotizzare una datazione alla Prima Guerra Mondiale; una pallottola tedesca alle fucilazioni nazifasciste della Seconda; infine un orecchino aveva permesso di individuare una donna tra i sepolti.
Tuttavia, nonostante l’immagine di una fucilazione di massa affascini i giornali, attualmente sono poche le prove a supporto: non vi sono proiettili, i corpi stessi non sembrano appartenere a una fossa comune, ma erano stati sepolti con le braccia sul petto, in bell’ordine. E infine è giunto l’ultimo aggiornamento: il ritrovamento dello scheletro di un bambino; forse dalle ossa addirittura un infante.
Non rimane allora che attendere il responso degli anatomopatologi capaci di chiarire le cause della morte e dunque le corrette circostanze storiche.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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