10.05.2022 – 14:30 – E’iniziato questa mattina, presso i varchi d’accesso al Porto Nuovo del Capoluogo Giuliano, il sit-in pacifico della sigla sindacale USB (Unione Sindacale di Base) per manifestare contro i nuovi vertici e la nuova rispettiva visione dei lavoratori del Porto della Trieste Marine Terminal. Nello specifico, i malumori sono sorti attorno alla questione dei premi produttività non pagati ai lavoratori. “Nel 2020, con l’allora Capo del Personale, dott. Marino, – hanno ricordato gli esponenti di USB – l’azienda aveva deciso di eliminare un’estensione dell’orario di lavoro; il cosiddetto “cambio a caldo”, ossia il cambio immediato dell’operatore gruista di turno senza far perdere tempo al processo di carico/scarico delle merci, consuetudine che, particolarmente apprezzata dai lavoratori, durante il periodo pandemico di fatto non è mai stata pagata nonostante permettesse al Porto di essere maggiormente operativo e quindi efficiente per due ore in più rispetto ad altri scali che non osservano tale pratica (il fermo in banchina dura al massimo 20 minuti, il tempo di permettere a chi monta di timbrare il cartellino, indossare gli abiti da lavoro e raggiungere l’area delle operazioni, ndr). Questo tipo di riconoscimento dell’estensione dell’orario di lavoro doveva essere tolto e trasformato in un sistema premiale”.
“In una prima fase della trattativa, – ricordano da USB – avvenuta circa sei mesi fa, si era deciso di impostatrlo secondo un sistema premiale puro composto da due elementi quali il “premio efficienza terminal”, un premio generale basato sull’efficienza del terminal, ossia sulla movimentazione della merce e sui volumi e un “premio individuale”, diverso e speficico per ogni reparto. Nel frattempo, però, il dott. Marino è stato trasferito e al suo posto è subentrato il dott. Scarone, proveniente dal Porto di Cagliari”.
“Con il cambio al verticie, – hanno sottolinato gli esponenti di USB – è stata trasformata completamente la visione della premialità e di come debbano essere spesi gli incentivi”. Il nuovo capo del personale, secondo quanto riferito dal sindacato, sembrerebbe aver deciso di creare un sistema premiale composto dal cambio a caldo, che non è un però premio ma, siccome avviene un aumento dell’orario di lavoro previsto contrattualmente, il lavoratore viene remunerato in base al tempo in più che mette a disposizione dell’Azienda. “In pratica, – sottolineano da USB -, il lavoratore viene semplicemente pagato per fare più ore. Poi c’è il premio efficienza terminal, che è il primo elemento premiale sulla base delle rese ottenute collettivamente. Questo è uguale per tutti a livello di reparto, poi, ognuno di essi ha la sua percentuale riproporzionata. Infine c’è il premio individuale, diverso per ogni reparto, che ha un proprio meccanismo per il calcolo. Tutti i reparti ottengono il premio efficienza terminal, mescolato con il cambio a caldo. Il premio efficienza terminal è variabile mese per mese e varia sulla base di resa e volumi. Su questo calcolo del premio, – sostiene USB – , TMT dice che “se tu non sei presente ti riduco il premio”. Per i lavoratori di banchina e per i loro capi squadra il premio efficienza terminal non esiste. C’è solo il cambio a caldo secco. Il problema del premio individuale è che è stato fatto a scalini, ce ne sono sei e aumenti il tuo punteggio in base al tuo comportamento. Più merce sposti e più punteggio acquisisci. In questo momento la banchina è intasata di container perché con la crisi dei porti del nord Europa e del Pireo qui siamo diventati una banchina di deposito temporaneo. La merce, quindi, non riparte subito. Per questo motivo il lavoratore portuale deve prestare più attenzione ai movimenti in banchina, in primis per evitare incidenti. Questo va in contrasto con il principio che più corri, più punti fai, più premio riceverai”.
“L’azienda – ricordano gli esponenti di USB – ha deciso che su tre elementi, dei quali gli ultimi due sono una mescola (cambio a caldo, premio efficienza terminal e premi individuali) chi fa i cambi a caldo, i premi li prendono comunque se sono in ferie mentre se sono in malattia no. I piazzalisti al netto di ferie e malattia non prendono neanche un euro”.
“L’Autorità Portuale – ricordano i lavoratori iscritti all’USB – ha protocollato la domanda, e medierà sulle procedure di raffreddamento e conciliazione. Noi con lo stato d’agitazione vogliamo anche contare i lavoratori disponibili a fermare il terminal, perché il malumore è grande. Faremo delle assemblee e se lo scioperò andrà come crediamo faremo una settimana di sciopero articolato su un’ ora a turno. E non facendo il cambio a caldo, spezzando così il lavoro di banchina”.

“Noi siamo qui oggi per riaprire la trattativa in merito all’accordo di secondo livello – ha asserito Massimiliano Generutti, del Coordinamento Mari e Porti dell’USB di Trieste – trattativa che per il Covid e per i fatti del 15 Ottobre ha subito molti ritardi ed interruzioni. Con l’insediamento del nuovo capo del personale – ha rimarcato Generutti – è cambiata completamente l’ottica in cui l’azienda vuole incentrare il premio, un premio basato soprattutto per la banchina e sugli extra. Ciò significa fare 12 ore continuate di lavoro su una banchina dove si movimentano mezzi da 80.000 chili e container da 2.200 chili a vuoto. Stiamo pensando che questo meccanismo lo vediamo come una nuova frontiera del cottimo, con il rischio di trasformare la banchina in una pista di Indianapolis, dove i lavoratori si rubano i container per fare la resa personale e portare a casa un premio che dovrebbero portare già automaticamente a casa con le rese collettive”.
“L’azienda – ha fatto sapere il sindacalista USB – ha risposto sempre di no soprattutto ai lavoratori della banchina i quali su 300 sono almeno 160 gli esclusi dal premio di efficienza terminal; premio che invece stanno ottenendo tutti gli altri lavoratori. Su questo fatto, senza logica nè morale, non ci è stata data nessuna spiegazione”.
“Le proposte dell’Azienda per spostare i 260 euro del cosiddetto “cambio a caldo” – ha ricordato Generutti – , quindi l’aumento dell’orario di lavoro è di farlo a buoni pasto, con avallo anche delle altre sigle sindacali. Questo è un problema e per certi versi se ci pensiamo bene un’elusione fiscale. Se un lavoratore dà prestazione extra deve essere pagato in euro e non in buoni pasto”.
“Di questo ne discuteremo a tavolino – ha rassicurato Generutti -; abbiamo già un interlocuzione con l’Autorità Portuale che sta cercando fare da mediatrice. Con essa abbiamo un rapporto ottimo e sereno, in quanto abbiamo la stessa visione sulla gestione del Porto. Oggi siamo qui in presidio presso il Varco 4, poi dalle ore 12:00 ci sistemeremo davanti al TMT per sensibilizzare l’Azienda e farle cambiare idea nei confronti di questo meccanismo premiale irrispettoso dei lavoratori e che mette a rischio l’incolumità di tutti” – ha concluso il Coordinatore di USB.
(m.b.r) & (g.t.)


