CRONACA Durante la cerimonia il sindaco Roberto Cosolini ha sottolineato le doti di ambasciatore di eccellenza del noto ristoratore

8.5.2012 | 15.20 – “A Mario Suban, “ambasciatore” di eccellenza, che ha fatto conoscere Trieste in Europa e nel mondo attraverso la ristorazione, fusione e incontro di culture”. Con queste parole il sindaco Roberto Cosolini ha consegnato quest’ oggi (martedì 8 maggio), nel salotto azzurro del palazzo municipale, il sigillo trecentesco della città a Mario Suban, storico ristoratore triestino di 77 anni, pronipote di quel Giovanni che, grazie alla vincita di cinque fortunati numeri giocati sulla ruota di Vienna nel 1865, pose la prima pietra di quella che oggi è l’Antica Trattoria da Suban.
Qui quattro generazioni di ristoratori si sono prodigati per portare avanti la tradizione gastronomica triestina nata, alla pari della cultura della città, dalla convivenza di genti, religioni, usi e costumi diversi.
Con una cerimonia semplice, che ha voluto testimoniare il riconoscimento e la gratitudine della città per chi è stato il grado di valorizzarla attraverso la ristorazione, anche quando Trieste non era così conosciuta nel mondo, il sindaco Roberto Cosolini ha sottolineato le doti di ambasciatore di eccellenza di Suban e le sue capacità di testimonial della qualità e dell’accoglienza. Una grande passione quella di Mario Suban che è stata coltivata e che viene ora tramandata attraverso la nuova generazione, con le figlie Federica e Giovanna.
Sono tanti gli aneddoti e le storie legate all’attività di Mario Suban, dagli ospiti illustri passati per i suoi tavoli rischiando anche di non trovarvi posto, alle cene e alla fatica di un lavoro che non è assolutamente semplice e non s’improvvisa.
“Per me il cliente non è mai stato un numero – ha detto Mario Suban – e ho sempre fatto di tutto per non deluderlo, per vedere un sorriso, puntando sempre su qualità e serietà. Questo sigillo è un premio della vita, che mi ha commosso”.


