06.03.2020 – 16.02 – La diffusione del Coronavirus ha innescato, nelle ultime settimane, le prime difficoltà economiche: i commerci globali rallentano e con l’effetto a catena caratteristico delle crisi, il tentativo di far “quadrare i conti” innesca ulteriori difficoltà, destinate ad aggravare la situazione. Nel caso dei porti italiani, il tentativo di “tirare i remi in barca” sta avendo ripercussioni negative, specie sui porti che intrattengono un rapporto con il commercio internazionale, come quello di Trieste. Ha iniziato la compagnia di navigazione danese Maersk, la quale, a seguito della riduzione del traffico merci, ha scelto di aumentare i noli. Il nolo è il corrispettivo da pagare per il contratto di noleggio di una nave. Il rincaro sui noli verrà applicato dalla Maersk nei confronti dei container refrigerati che viaggiano dall’Italia al Medio Oriente e/o al Sud Est Asiatico. Il rincaro, previsto per il prossimo 16 marzo, ammonta a 150 euro per container reeefer. Questo genere di sovrapprezzo – peak season surcharge – viene applicato nei periodi di picco della domanda, ad esempio prima del capodanno Cinese o prima delle festività. Applicarlo quando invece la domanda sta calando e anzi, servirebbe un segnale d’incoraggiamento, avrà l’inevitabile conseguenza di affossare l’esportazioni.
Shipping Italy ha in tal senso riportato le parole di Stefano Visintin, presidente dell’Associazione Spedizionieri del Porto di Trieste e Friuli Venezia Giulia, secondo cui la manovra della Maersk, anche se causata dalla riduzione della stiva dovuta a sua volta alla contrazione dei traffici, renderà molto difficile recuperare gli effetti negativi prodotti dalla crisi sanitaria in corso.


