CRONACA Il magistrato, proveniente da Venezia, si è occupato di importanti inchieste come Gladio e i rapporti internazionali della Brigate Rosse

19.2.14 | 8.13 – Ieri, con una breve cerimonia presso il palazzo di Giustizia, si è insediato ufficialmente il nuovo procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni, che subentra a Michele Dalla Costa, attualmente procuratore capo a Treviso.
Mastelloni, proviene dalla procura di Venezia, è di origini napoletane ma veneziano di adozione, è stato per anni giudice istruttore conducendo inchieste rilevanti sul terrorismo interno e internazionale. Per primo ha indagato sui rapporti internazionali delle Brigate Rosse e ha incriminato i vertici dell’Olp per traffico clandestino di armi.
Analizzando gli archivi del Viminale, ha fatto emergere la struttura di “Gladio” ( la struttura paramilitare segreta promossa durante la guerra fredda dalla Nato, per contrastare un eventuale attacco delle forze del Patto di Varsavia ai Paesi dell’Europa occidentale); ha inoltre indagato sulla vicenda di “Argo 16”, l’aereo dei servizi segreti precipitato a Tessera nel 1973, sembra a causa (accusa mai provata) di un attentato dei servizi segreti israeliani. Mastelloni ha anche portato alla luce i meccanismi delle triangolazioni degli armamenti e ha fornito contributi probatori all’ultima inchiesta sulla strage di piazza Fontana di Milano.
Il nuovo procuratore capo è anche scrittore, uno dei suoi libri , “Il filo del male” (Marsilio 2010) scritto con Francesco Fiorentino, è ambientato nella Trieste del 1958 e descrive i legami oscuri tra le stanze del potere e l’azione dei servizi segreti.
Nella giornata di ieri Mastelloni ha anche fatto visita alle varie istituzioni del Tribunale.
Negli ultimi mesi, dopo il trasferimento di Dalla Costa, gli uffici della procura erano stati diretti dal “sostituto” Federico Frezza in veste di “facente funzioni”.
Marco Bonini
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