Morto Ulay, artista contemporaneo e storico ex-compagno di Marina Abramovic

03.02.2020-10.00- È morto Ulay, pseudonimo di Frank Uwe Laysiepen, artista e figura chiave della Performance art tedesca. Aveva 76 anni ed era malato di cancro dal 2011. L‘artista è stato un pioniere della performance art, della body art e della polaroid art, nonchè storico compagno Marina Abramović, famosissima performer serba nell’ambito dell’arte contemporanea. Ulay inizia ad avvicinarsi all’arte con la fotografia analogica, intraprendendo una ricerca tra identità e corpo. Elabora la sua immagine, eliminando i propri confini di genere ed identità. Nel 1976 avviene l’incontro con Marina Abramović, incontro che cambierà alla vita ad entrambi. Da lì nasce una grande intesa artistica che sfocia in un’intesa sentimentale molto forte, che durerà 12 anni. Collaborazioni, performance fisiche ai limiti, grande passione nomade. Due vulcani creativi, forse troppo intensi per stare così vicini: la fine della loro storia avviene tramite un’ultima performance, “The Lovers: The Great Wall Walk” (1988), sulla Grande Muraglia Cinese: entrambi percorrono a piedi tutta la grande muraglia cinese partendo dai capi opposti per incontrarsi al centro e dirsi addio. Il motivo sembra essere l’innamoramento di Ulay per un’altra donna, lasciando Marina attonita. Seguono anni di ostilità e battaglie legali riguardanti i diritti d’autore sulla produzione artistica, per le quali la Abramović dovrà versare molti soldi all’ex compagno.

Ulay torna ad occuparsi di fotografia, sua prima passione, concentrandosi sul tema dell’emarginazione e del nazionalismo. Dalla Germania si trasferisce in Slovenia, continuando a produrre opere artistiche radicali, senza cedere al conformismo o all’arte commerciale.

Dopo tanti anni, nel 2010 avverrà l’emozionante incontro tra i due, anche questo avvenuto tramite performance artistica della Arbamovic “The Artist is Present”, al Moma di New York. La performance fece il giro della rete, in quanto Marina stette seduta per sette ore al giorno davanti al tavolo con una sedia vuota e, a turno, i visitatori potevano sedersi e fissare l’artista. Tra questi, fece la sua comparsa anche Ulay. L’entrata fu di forte impatto per la Abramovic che non riuscì a non commuoversi. L’impatto  fu forte per entrambi, anche se purtroppo i risentimenti ricomparirono nuovamente da parte di Ulay che riportò Marina in tribunale poco dopo sempre per motivi di regolamentazione di contratti.

Dopo la diagnosi, Ulay fece uscire probabilmente il più grande progetto della sua vita, “Project Cancer”, documentario di Damjan Kazole in cui l’artista viaggiò alla alla scoperta di sè attraverrso i luoghi più importanti della sua vita. Ulay venne come ospite anche a Trieste dove, nel 2014, lo presentò al Trieste Film Festival. Molto importante anche il suo rapporto con Topolò, paese in provincia di Udine a confine con la Slovenia che in luglio accoglie la manifestazione “Stazione di Topolò”, in cui artisti e musicisti si esibiscono in un bellissimo e pittoresco intreccio con la natura. Lì, Ulay, mise la sua arte in difesa delle acque di sorgente e riaprì nel 2010 l’Earth Water Institute of Topolò, un centro per raccogliere progetti in difesa delle acque e delle sorgenti, tema dominante della sua opera artistica negli ultimi anni.

Marina ha commentato così la morte del suo ex compagno sui social: “E’ con grande tristezza che ho saputo della morte del mio amico ed ex partner Ulay. Era un artista e un essere umano eccezionale, ci mancherà profondamente. In questo giorno è confortante sapere che la sua arte e la sua eredità vivranno per sempre”. L’amore (di qualsiasi forma) riesce a soprassedere a tutto, anche agli affari.

Michela Porta

Enorme foto van olieraffinaderij aan gevel van pand op Herengracht opgehangen door fotograaf Uwe Layensiepen , Uwe Layensiepen (kop)
*15 december 1972

 

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